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Ho letto che "sé" è la forma forte del pronome riflessivo in espressioni come, per esempio, "far da sé", "essere fuori di sé", "parlare di sé"... Comunque, mi hanno detto che a volte non si deve mettere l'accento su questo pronome come, ad esempio, nella espressione "se stesso". Non riesco a capire quando non debba scrivere l'accento nel suddetto pronome.

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3 Answers 3

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Secondo il Treccani l'accento dovrebbe essere messo sempre. Cito:

Assai spesso, come compl. oggetto ma anche con i complementi già veduti, è rafforzato da stesso o da medesimo:

credendo d’ingannare gli altri inganna sé stesso
non se la deve prendere con me ma con sé stessa
E ’l fiorentino spirito bizzarro In sé medesmo si volvea co’ denti (Dante)

in questi casi il pron. è scritto spesso, ma senza valide ragioni che lo giustifichino, senza accento: se stesso, se medesimo (in ogni altro caso la grafia senz’accento è antiquata).

In altre parole sé stesso e sé medesimo possono essere scritti senza accento, ma sarebbe più corretto scriverli con l'accento. In ogni altro caso l'accento deve essere presente.


L'accademia della crusca ha un articolo a riguardo, dove affermano la stessa cosa: Accentazione del pronome se stesso

Cito la conclusione:

In conclusione, sebbene negli attuali testi di grammatica per le voci rafforzate se stesso, se stessa e se stessi non sia previsto l'uso dell'accento, è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa "irrilevanza" specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini.

Anche qui la conclusione è: l'accento può essere usato sempre, ma le forme se stesso/se medesimo si possono anche scrivere senza.

Inoltre nel Vademecum sull'accento: quando indicarlo e dove pronunciarlo afferma:

Alcuni, quando il pronome è seguito da stesso e medesimo, tralasciano di indicare l'accento, perché in questo caso il se pronome non può confondersi con se congiunzione: se stesso, se medesimo. Noi, però, consigliamo di indicare l'accento anche in questo caso, e quindi di scrivere sé stesso, sé medesimo.

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Comunque a me hanno detto molte volte che "se stesso" va scritto senza l'accento. –  Charo Jul 5 at 9:53
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@Charo Confermo che anche a me a scuola (italiana) insegnarono che se stesso non vuole l'accento. –  martina Jul 5 at 9:59
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@Charo Ho aggiunto un riferimento all'accademia della crusca. –  Bakuriu Jul 5 at 10:17
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@Charo Comunque, sì, quella mi sembra solo una discussione su un forum e l'opinione dell'utente avemundi (a.mondello@...) non mi pare si possa ritenere molto autorevole. In particolare non ho mai sentito di una regola grammaticale chiamata "principio del massimo risparmio", e anche se esistesse tale principio non potrebbe comunque rendere errata la grafia "estesa" con l'accento, ma, al massimo, renderebbe preferibile quella senza. –  Bakuriu Jul 5 at 11:12
3  
@Charo: Il fatto di omettere l'accento da “sé stesso” è una di quelle pseudoregolette che vengono ripetute a orecchio, anche nelle scuole, ma che non hanno nessuna ragion d'essere, né nella grammatica né nella pratica, inclusi i testi dei buoni scrittori. –  DaG Jul 5 at 17:49

Una ragione che potrebbe giustificare l'omissione dell'accento in locuzioni come sé stesso e (l'antiquato) sé medesimo è che in questi casi il pronome è clitico.

La regola sui monosillabi accentati che nessuno insegna è molto facile: non vogliono l'accento quelli che sono clitici (proclitici o enclitici), lo vogliono quelli che non lo sono. Naturalmente, condizione essenziale per l'accento è che il monosillabo abbia significati diversi, quindi sto non vuole accento anche se non è clitico. Le note musicali non contano in questo ambito, quindi nemmeno do vuole accento.

Perciò l'avverbio vuole l'accento, ma la particella pronominale li non lo vuole; l'articolo la non vuole l'accento, l'avverbio lo vuole. Analogamente il pronome si va senza e l'affermazione va con l'accento.

La congiunzione se è clitica, mentre il pronome non lo è, tranne quando rafforzato da stesso o medesimo. È una buona ragione per omettere l'accento in questi casi? Secondo me no: se ci pensiamo, sarebbe l'unica parola italiana che cambia ortografia a seconda del contesto.

Non vale a questo proposito l'obiezione di viceré o ventitré, perché qui la parola non è re o tre, ma una parola composta con l'accento tonico sull'ultima sillaba, quindi l'accento grafico è obbligatorio per regola generale.

Giustificare se stesso con il fatto che non si può fare confusione è puerile: chi solleva il problema della possibile confusione, come se la cava con sé stessi/se stessi? Scrive l'accento perché se stessi potrebbe essere congiunzione più verbo? Con la possibile confusione come criterio si arriva al ridicolo di

se stesso, se stessa, sé stessi, sé stesse

che non vale la pena discutere oltre.

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Non riesco a capire quando non debba scrivere l'accento nel suddetto pronome.

Quando viene prima del verbo. Es.: "Se ne va" e "se lo vede".

Si veda qui ai punti 8 e 10.

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Si tratta di un pronome diverso. –  egreg Jul 6 at 22:58
    
Eh... penso che qui esca la mia natura di insegnante. Per lo studente non importa se sul dizionario è un lemma diverso. "se" è comunque "se". Può distinguerlo dal se ipotetico, ma distinguere questo, che è comunque un pronome riflessivo? -.-'' –  Kokoroatari Jul 7 at 22:19

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