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In alcune novelle di Luigi Pirandello ho letto le parole "arzigogolo" e "arzigogolato", che mi sono sembrate molto curiose. Ad esempio, nella Tragedia d'un personaggio c'è questa frase:

Avere il privilegio inestimabile di esser nato personaggio, oggi come oggi, voglio dire oggi che la vita materiale è cosí irta di vili difficoltà che ostacolano, deformano, immiseriscono ogni esistenza; avere il privilegio di esser nato personaggio vivo, ordinato dunque, anche nella mia piccolezza, all'immortalità, e sissignore, esser caduto in quelle mani, esser condannato a perire iniquamente, a soffocare in quel mondo d'artifizio, dove non posso né respirare né dare un passo, perché è tutto finto, falso, combinato, arzigogolato!

Anche nel racconto Il buon core appare questo stesso aggettivo: "arzigogolato".

Nella novella La maschera dimenticata si può leggere:

E chi sa da che strambe ragioni era stato perciò indotto a presentarsi ora lí non invitato; e che cosa, nei misteriosi arzigogoli, nelle segrete previsioni del suo spirito conturbato, doveva rappresentare per lui questa sua partecipazione alla lotta politica in favore del figlio di don Francesco Laleva; che beneficii sbardellati se ne riprometteva, che tremendi pericoli e responsabilità si immaginava di dovere affrontare...

Persino nella novella La veste lunga un personaggio, un prete, viene chiamato "don Arzigogolo".

Ho trovato nel dizionario che "arzigogolato" e "arzigogolo" sono parole che si usano per indicare qualcosa di artificioso, complicato, fatto in modo bizzarro, contorto. Mi domando, però, quale sia l'origine di queste curiosi vocaboli.

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Dal Vocabolario etimologico della lingua italiana di Ottorino Pianigiani (1907):

arzigògolo (dial. arcigògolo). Secondo alcuni comp. di ARCI, che usato come prefisso dà forza superlativa (a cui altri sostituisce il lat. ARS arte) e GÒGOLO per GOLGOLO alterazione dì vòlvolo dal lat. VÒLVO volgo in giro. Meglio il Caix da GIRIGÒGOLO, allungamento di girigòro (v. Girigogolo) mediante trasposizione di lettere nel primo elemento, cioè argi, arzi per GIRI. — Raggiro; Giro di parole ingegnoso e bizzarro; Cavillo; Invenzione grandemente artificiosa e involuta; Ordigno fatto con minuta ricercatezza.
Deriv. Arzigogolare; Arzigogolóne.

Dal Novo dizionario scolastico della lingua italiana dell'uso e fuori uso di Policarpo Petrocchi (1899)

arzigogolo [da girigogolo] Trovata cavillosa. Parole rigirate. || arzigogolare Fantasticare.

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1  
Giusto! Non metterei la mano sul fuoco sulla scientificità delle etimologie proposte dal Pianigiani, ma sono piacevoli da leggere. Disponibile anche qui. –  DaG Sep 2 at 20:05
    
Dunque, se ho capito bene, proviene da "arci-", come rafforzativo usato nella formazione di superlativi, e "volgo" dal verbo "volgere" col significato di girare e rigirare. –  Charo Sep 2 at 20:24
    
@DaG D'accordo. Grazie anche per il link! –  I.M. Sep 2 at 21:16
    
@Charo Esatto. E tutte e due parti della parola, secondo Pianigiani, provengono dal latino. –  I.M. Sep 2 at 21:21

Il Treccani e lo Zingarelli se la cavano con “etimo incerto”.

Si sbilancia di più il vecchio dizionario etimologico Battisti-Alessio: «sembra voce di struttura greca, forse da un latinizzato * archaeologāre, dal gr. archaiologéō, discuto di antichità o di cose fuori tempo; adopero uno stile archaicizzante», etimo ripreso dal Devoto-Oli che ho sotto mano (non il più recente).

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