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Nel romanzo Vita di Melania G. Mazzucco ho letto:

Neanche il puzzo che gli mozza il respiro è quello di suo padre. Suo padre puzza di pietra, calce e sudore. Questo è invece puzzo di scarpe, vino e piscio stantio. Porte che sbattono, passi, un rutto eclatante fa tremare le pareti e la tenda che separa lo sgabuzzino da qualche altro locale si spalanca. Lo investe una fètola puzzolentissima, uno scroscio di risate e un fiotto di luce.

Non capisco il significato del termine "fètola" in questo brano. L'ho cercato in parecchi dizionari, ma l'ho trovato soltanto nel vocabolario Treccani. Tuttavia, la definizione che appare là (malattia delle arance e dei mandarini) non sembra avere senso in questo contesto. Sapreste spiegarmi cosa vuol dire "fètola" nel passaggio sopra citato? Si tratta di un vocabolo di origine napoletana?

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    Citando la stessa voce della Treccani: "fètola s. f. [voce di origine merid., di etimo affine a fetente, perché la malattia sarebbe dovuta alla puntura di una cimice di odore sgradevole]" immagino sia un sinonimo di fetore, puzzo, odore sgradevole. – Riccardo De Contardi Dec 23 '18 at 9:48
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In mancanza di meglio, traduco il mio commento in risposta;

Citando la stessa voce della Treccani indicata nella domanda:

"fètola s. f. [voce di origine merid., di etimo affine a fetente, perché la malattia sarebbe dovuta alla puntura di una cimice di odore sgradevole]"

immagino sia quindi un sinonimo di fetore, puzzo, odore sgradevole.

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