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L'espressione non capire un tubo significa, come ben si sa, non capire niente di un argomento o in senso generale.

A riguardo di tubo Treccani dice:

Di uso gergale o fam. (ma di tono volg.) le espressioni non capire un t., non sapere un t., non me n’importa un t., e sim., niente, assolutamente nulla (travestimento eufemistico, in questi casi, di altra parola; cfr. l’analogo uso eufem. di cavolo).

La mia domanda/perplessità è su come mai proprio un tubo (visto che c'è l'analogo concetto espresso con il termine "mazza"), da dove trae origine l'utilizzo di tale termine all'interno dell'espressione?

  • Giusto un chiarimento. La domanda si riferisce al nesso logico che lega le espressioni c@@@o -> mazza -> tubo all'interno dell'espressione? In tal caso mi sembra abbastanza scontata la risposta, semplicemente per la forma appunto tubolare dei genitali maschili. É piuttosto una domanda su quando é nata l'espressione o su un suo primo uso? – Easymode44 Jan 24 '19 at 11:18
  • Soprattutto quando è nata la necessità di sostituire niente con tubo. Ma anche nel caso simile di cavolo in cui l'attinenza con il genitale maschile mi sembra sia meno evidente. – abarisone Jan 24 '19 at 11:49
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    @abarisone Ho sempre dato per scontanto che "cavolo" venisse da "non capisci un ca.... volo", dove "cavolo" viene sostituito a "cazzo" perché iniziano entrambi allo stesso modo (una tendenza molto comune nelle bestemmie). – Denis Nardin Jan 24 '19 at 12:44
  • Secondo me è legato alle riparazioni e al lavoro dell' idraulico. Ma provo ad indovinare. Le tubazioni possono essere intricate pur rimanendo sostanzialmente semplici. L' idraulica precede la distribuzione di corrente, altrimenti sarebbe potuta nascere (ma più difficilmente) l'espressione non capisci una lampadina/un filo. – Alchimista Feb 5 '19 at 11:58
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Il Grande dizionario della lingua italiana spiega che in questa espressione "tubo" è un eufemismo di "cazzo":

      6. Per esprimere la mancanza di valore o d’impor­tanza di una cosa o per rafforzare la negazione di un fatto (in partic. in espressioni come Non capire, non sentire, non vedere un tubo; ed è eufem. per cazzo).

Nella introduzione a questo vocabolario si spiega che questa opera ha, tra altri, questo obiettivo:

      3) l’accertamento della più antica testimonianza in base ai testi noti, e non soltanto nei riguardi del singolo termine, ma anche rispetto ai vari significati e impieghi che ne distinguono la diffusione e gli sviluppi;

Quindi, è da supporre che il dizionario dà uno dei primi usi dell'espressione in testi letterari in questa citazione tratta dal racconto L’ora della messa grande di Beppe Fenoglio

Anselmino... non perdeva una lezione ma ce ne capiva un tubo

che nel libro Beppe Fenoglio. Tutti i racconti, pubblicato da Einaudi, appare così:

Non perdeva una lezione ma era chiaro che non ne capiva un tubo.

Non so esattamente quando Fenoglio abbia scritto questo racconto: è stato pubblicato postumo, come molte delle opere di Fenoglio, che morì avendo pubblicato poco. Ma la citazione ci fa vedere che l'espressione cominciò a essere usata prima del 1963, anno della morte di Fenoglio.

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    A proposito, se non avete letto i racconti di Fenoglio, vi posso assicurare che, con quelli di Pirandello, sono tra i migliori che si abbiano mai scritto nella lingua italiana. Beh... perlomeno tra quelli che ho letto io. – Charo Feb 17 at 10:28

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