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Ho sentito in alcune canzoni italiane e da italiani miei amici l’espressione “te possino”.

Q: Cosa vuol dire “te possino”? È una forma regionale?

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    Solo una piccola aggiunta, perché non mi sembra che sia stato menzionato nelle risposte: letteralmente “te possino” è la forma romana di “ti possano” (dove “possano” è la terza persona plurale del congiuntivo presente di “potere”), ed è sottinteso un altro verbo (spesso “ammazzare”). Poi, come correttamente spiegato, l'uso è raramente letterale, ed è spesso anzi un'espressione di meraviglia, apprezzamento o finto rimprovero. – DaG May 1 '19 at 19:27
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Te possino è un’espressione tipica del dialetto romano.

Si può leggere in questo blog di dialetto romanesco un’esauriente spiegazione:

te pòssin'ammazzà!
te pòssin'ammazzàtte!
che tte pòssino!

Tipica espressione che, nonostante corrisponda a "possa tu (egli, ella, ecc.) essere ucciso", nasconde dietro questo augurio in apparenza truce un significato assolutamente innocuo. La congiunzione enfatica "che" è spesso usata per introdurre l'espressione: "Che tte pòssin'ammazzà!". Altrettanto spesso, il pronome relativo usato all'inizio dell'espressione viene ripetuto come suffisso pronominale -te, -lo, ecc. dopo il verbo, per dare un'enfasi ancora maggiore: te pòssin'ammazzàtte, lo pòssin'ammazzàllo, ve pòssin'ammazzàvve, e così via. Di solito è usato con un senso di rimprovero, sia duro che blando: ad es. nel chiamare il proprio figlio discolo una madre direbbe: viè quà, te pòssin'ammazzàtte! (nel senso di "vieni qua, furfante!"). Ma talora è anche usato come pura esclamazione, priva di qualsiasi significato malevolo: nel rivedere un amico dopo tanti anni si potrebbe esclamare: Come stai? Che tte pòssin'ammazzàtte..., che suona come "Accidenti! Come stai?". In una forma ancora più mitigata, la seconda parte dell'espressione viene solo sottintesa: "te pòssino!..." o "che tte pòssino!...".

Come puoi leggere l’espressione te possino può quindi essere considerata un esclamazione molto usata nel linguaggio comune, anche con funzione di duro o blando rimprovero.

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Inizialmente usata (nel Lazio principalmente) come minaccia (te possino ammazzatte, possano ammazzarti), “te possino” oggi è un’ espressione scherzosa (come molti altri “insulti” romani che oggi hanno una connotazione positiva), spesso utilizzata come rafforzativo, che significa “mannaggia a te”.

Ovviamente poi il significato dipende dal contesto, è ovvio che se stai litigando con qualcuno e ti dice “te possino ammazzatte” ti sta augurando la morte. Però di solito non ha questo significato: infatti, essendo io per metà del Lazio, quando vado, spesso mi sento dire “Te possino Federì, che sei bella/ che sei cresciuta/che sei brava” ovvero “Mannaggia a te Federica, quanto sei ”.

Te possino” è quindi un’espressione Laziale (in uso anche in altre parti d’Italia con minore frequenza) usata come rafforzativo con connotazione positiva.

Su internet non ho trovato molto, solo questo:

TE POSSINO AMMAZZATTE!: Apparentemente il significato sembrerebbe non lasciar dubbio sulle intenzioni di chi pronuncia il motto. In pratica l'espressione è usata raramente per intendere "che qualcuno ti uccida". Nella stragrande maggioranza dei casi è usato come rafforzativo finale di una frase; ad esempio, quando una madre chiama il proprio bambino che fa finta di non sentire, si esprime così: "viè qui, te possin'ammazzatte!". Anche in questo caso si ha una evidente dimostrazione della perdita del significato letterale dell'espressione: altrimenti una madre non si esprimerebbe in tal maniera nei confronti del proprio figliolo, sia pure per ottenere obbedienza. "Quanto acchitti, te possin'ammazzatte!" è un complimento con rafforzativo che vuol dire: come sei elegante! In un madrigale all'innamorata un improvvisato poeta si esprime così: - In poco tempo, quante me n'hai fatte! Fra fregature, buche e delusioni, m'hai rotto tutte quante l'illusioni, te possino e ripossin'ammazzatte!. L'ultimo verso ha soltanto il valore di un grosso rimprovero fatto in un momento d'ira all'innamorata che, come suol dirsi, si fa "tirare la calzetta" 

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