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Nel romanzo La luna e i falò, di Cesare Pavese, ho letto la frase seguente:

Anche le facce mi piacevano cosí, come le avevo sempre viste: vecchie dalle rughe, buoi guardinghi, ragazze a fiorami, tetti a colombaia.

Ho cercato alla voce "colombaia" in alcuni dizionari, ma non ho trovato l'espressione "tetto a colombaia". Potreste spiegarmi cosa significa?

Curiosamente l'ho trovata sul libro Bed & breakfast. Francia 2006-2007.

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L'accezione 2b) di colombaia su Treccani riporta:

b. scherz. L’ultimo piano d’un caseggiato alto: stare, abitare in c., in una c. (anche in questo senso, più com. piccionaia).

E per piccionaia sempre Treccani riporta:

piccionàia s. f. [der. di piccione]. – 1. Locale all’ultimo piano delle vecchie case, soprattutto di campagna, e spesso ricavato nel sottotetto, che serve all'allevamento dei piccioni (nei casi in cui a tale uso è destinata un'apposita sopraelevazione o un fabbricato a sé stante, si usa piuttosto il nome di colombaia). Per l’espressione fig. gettare o tirare sassi in p. (o in colombaia), v. colombaia.

Ecco un esempio di tetto a colombaia:

tetto-a-colombiaia

Era quindi un particolare tipo di tetto diffuso nelle case di campagna conformato in modo da poter consentire l'allevamento di piccioni e colombi.

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