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I numeri possono SEMPRE essere soggetti a elisione sia nella pronuncia che nello scritto davanti a parole che iniziano per vocale?

Tipo: Diciott'ore, vent'anni, ott'ore, quindic'anni.

Cosa prevede la grammatica italiana in questi casi?

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    È (purtroppo) comune in certa recente letteratura trovare c’ho o quindic’anni che vorrebbero riprodurre la pronuncia “legata”, con l'idea che ci ho e quindici anni farebbero pensare a una pronuncia “slegata” (idea che trovo bizzarra). – egreg Jun 7 '19 at 10:58
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L'Italiano di Serianni dice, parlando dei numeri cardinali (par. VI.10):

I numeri polisillabici possono elidere la vocale finale davanti all'iniziale vocalica della parola seguente. Oggi ciò avviene solo in alcune locuzioni cristallizzate (come «a quattr'occhi») e col sostantivo anni: «Cent'anni di solitudine» [altri esempi con “vent'anni” e “mill'anni”]. Nei secoli scorsi il fenomeno era un po' più esteso: «son sett'ore» ([F.M. Piave, La Traviata]), «le sessant'onze della casa te le mangerai tu, fino all'ultimo grano» (Capuana, Racconti).

A titolo personale aggiungo che, degli esempi proposti nella domanda, “vent'anni” suona naturale, mentre gli altri molto meno (e in particolare “quindic'anni” dà l'idea di doversi pronunciare “quindikanni”).

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  • Sì, io uso al massimo vent'anni – mario Jun 7 '19 at 15:56

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