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Nel romanzo La madre, di Grazia Deledda, ho letto:

      Non aveva aperto labbra, ma un tremito lieve tentava nuovamente di scomporle il mento volontario. D’un tratto salì nella sua cameretta e si vestì in fretta per andare anche lei in chiesa: e anche lei si stringeva la cintura e camminava forte; prima di avviarsi non dimenticò di ricacciar via le galline, di tirare indietro sul fuoco la caffettiera, di chiudere le porte; infine si cinse bene sul mento e sulla bocca il lembo della sciarpa perché il tremito, per quanti sforzi ella facesse per frenarlo, le durava ancora.

Ho cercato l'aggettivo "volontario" su alcuni dizionari, ma non capisco del tutto bene il senso dell'espressione "mento volontario" che appare in questo passaggio. Ha qualcosa a che vedere con i cosiddetti "muscoli volontari"?

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    Curioso. A orecchio, sembrerebbe una variazione sull'abituale locuzione “mento volitivo”. – DaG Jun 15 '19 at 8:48
  • @DaG: Non sono sicura di cogliere il significato di "mento volitivo". Da quanto si spiega sul Grande dizionario della lingua italiana devo capire che si tratta di un mento con un aspetto che manifesta decisione, determinazione, forza di volontà? – Charo Jun 15 '19 at 9:04
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    @DaG: Ecco, guarda qui, dove si spiega che "volontario" può avere il significato di "volitivo" (riferito a un tratto del viso) e ci sono esempi letterari di "bocca volontaria", "fronte alta e volontaria", "viso [...] con un aspetto più volontario". Sembra che la tua intuizione abbia trovato la risposta giusta. – Charo Jun 15 '19 at 9:24
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    Forse il più famoso “mento volitivo” è quello del capoccione… ;-) – egreg Jun 15 '19 at 20:49
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    Un famoso dittatore degli anni 20-40. – egreg Jun 15 '19 at 23:16
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Preferirei una risposta scritta da un/a madrelingua italiano/a. Tuttavia, cerco di raccogliere qui quello che si è detto nei commenti riguardo alla domanda.

Alla voce "volontàrio" del Grande dizionario della lingua italiana si trova questa accezione, che è quella adatta al contesto del testo della domanda:

      7. Ant. e letter. Che è dotato di una volontà forte e determinata; volitivo.
[...]
      - Che è segno esteriore, fisiognomico di tale atteg­giamento (un tratto del viso).
      Gozzano, I-523: Rivedo... la bella testa candida sfavillante in un raggio di sole obliquo, la bocca volontaria, l’occhio azzurro giovanile. Moretti, IV-625: Tempie... frequentemente pulsanti, fronte alta e volontaria, palpebre verdastre. C. Levi, 6-47: Era una donna di una trentina d’anni, piccola e grassoccia. Di viso assomigliava al fratello, ma con un aspetto più volontario e appassionato.

Quindi, un "mento volontario" sarebbe un mento che conferisce al viso un aspetto che mostra una "volontà forte e determinata".

Da quanto ho potuto capire dai commenti, un'espressione abituale nell'italiano attuale con un significato simile sarebbe "mento volitivo". Cercando "volitivo" sul Grande dizionario della lingua italiana si può leggere questa definizione, che va accompagnata appunto di un esempio letterario di uso di "mento volitivo":

      - Che manifesta la decisione, la forza di volontà, la determinazione (i tratti del viso, l’espressione).
Monelli, 2-362: Avevo ancora la moneta in mano, guardai l’arguto profilo, il mento volitivo.

Infine, alla voce "mento" del vocabolario Treccani si trova

m. volitivo, di forma piuttosto quadrata, considerato segno di forza di carattere

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