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Nel romanzo Vita di Melania G. Mazzucco ho letto:

Ha perso il negozio, ha perso l’onore, ha perso Lena. Che altro gli resta? Che vonno ’sti polismen all’ausa mia? Chissà se i vicini li hanno visti salire. Ne parleranno per mesi. Che scuorno.

Sull'articolo "Between Standard Italian and Creole" di Hermann W. Haller ho trovato che "ausa" è un'italianizzazione di "house". Ma non capisco cosa sia "scuorno", vocabolo che non ho trovato su nessuno dei dizionari che ho consultato. Sapreste spiegarmelo? Immagino si tratti di un termine regionale, possibilmente correlato al napolitano.

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    Scorno: senso di umiliazione e di vergogna, spesso accompagnato da beffa o dal ridicolo. – egreg Aug 3 '19 at 9:13
  • @egreg: Non ricordavo l'esistenza della parola "scorno". – Charo Aug 3 '19 at 9:59
  • Infatti, alla voce "scornoso" del Grande dizionario della lingua italiana si spiega che questo aggettivo proviene dal napoletano scurnuso, derivato da scuorno, variante di scorno nel significato di 'vergogna, onta'. – Charo Aug 3 '19 at 10:06
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In questo vocabolario di napoletano il termine scuorno viene così definito:

Scuorno: m. pudore, vergogna.

In questo blog vengono riportati, oltre alla definizione, anche etimologia e uso:

Il termine “scuorno” indica la “vergogna”, anche se per i partenopei vi è una differenza sostanziale fra queste due parole. Mentre la vergogna è un sentimento personale che l’individuo può vivere anche in maniera privata senza che i conoscenti ne sappiano nulla, lo “scuorno” deve essere reso noto.
...
L’etimologia sarebbe greca. La parola “scuorno” trarrebbe origine dal vocabolo ellenico αισχύνομαι che vuole dire appunto “vergognarsi”. Per altri invece, come il linguista Raffaele Bracale, “scuorno” deriverebbe dal latino “cornum”. La “s” aggiunta avrebbe un valore privativo quindi il significato sarebbe “senza corno o corna” cioè “scornato”.
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Così come l’animale senza la propria estremità perde il rispetto dei suoi simili e viene per questo esiliato, così l’uomo che si deve mettere “scuorno” è sottoposto alla gogna pubblica.

Infatti, alla voce "scornoso" del Grande dizionario della lingua italiana si spiega che questo aggettivo proviene dal napoletano scurnuso, derivato da scuorno, variante di scorno nel significato di 'vergogna, onta':

     Scornóso, agg. Dial. Vergognoso, timoroso, per lo più per riserbo o timidezza.
      A. Veraldi, 7-14: I più scornosi, poi, ch’erano quasi sempre i più giovani, per darsi aria e contegno si presentavano sempre con un giornale arrotolato in mano come segno di lettura e di istruzione.
      = Dal napol. scurnuso, deriv. da scuorno, var. di scorno nel signif. di ‘vergogna, onta’.

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  • Usatissimo in tutto il sud, sopratutto in dialetto siciliano. La gestione pubblica della reputazione è un tema importantissimo in queste culture. Vedi per esempio romanzi di Andrea Camilleri. – Luca Fascione Aug 20 '19 at 21:29

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