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Nel romanzo Vita di Melania G. Mazzucco ho letto:

      Trovò Vita seduta sulle scale, col gatto in grembo. La porta di casa spalancata, cajazze isteriche accroccate sui pianerottoli, sulle scale scivolose, nel cortile. I bordanti mangiavano pane e sugo, delusi che tutta questa confusione avesse guastato il loro pranzo di Pasqua.

Sapreste spiegare cosa sono queste "cajazze" che appaiono nel testo? Non ho trovato il termine "cajazza" su nessuno dei dizionari che ho consultato. Immagino si tratti di un vocabolo regionale, probabilmente correlato al napoletano.

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In questo Dizionario del dialetto torrese con citazioni dalla letteratura napoletana di Salvatore Argenziano e Gianna De Filippis si trova:

caiàzza:  s. f. Gazza. Traslato: Donna linguacciuta. etim.  Lat. “gaja”. *VEL.  Non c’era n’ommo ch’avesse parlato, ca vernava ’n cajola la cajazza

È un modo per indicare donne pettegole che passavano il tempo probabilmente parlando e sparlando.

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  • Si tratta di un vocabolario di dialetto torrese, no? – Charo Aug 7 '19 at 15:08
  • @Charo con citazioni della letteratura napoletana – abarisone Aug 7 '19 at 15:10
  • Sì, hai ragione, ma si tratta comunque di un dizionario di dialetto torrese. Vedi qui la prefazione. – Charo Aug 7 '19 at 15:54

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