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Nel racconto Quell’antica ragazza di Beppe Fenoglio ho letto:

Andai a coricarmi nella stalla, ma non dormii, vegliai dimenandomi sulla paglia finché sentii Eugenio di ritorno, che cincischiava all’uscio come un cieco o un ubriaco.

La mia domanda è sul significato di "cincischiare" in questa frase. Sul vocabolario Treccani ho trovato che questo verbo può significare:

2. Di parole, smozzicarle, pronunciarle male. 3. Usato assol., perder tempo in lavori senza concluder nulla: è un’ora che stai cincischiando!

Ora, l'accezione numero 2 avrebbe senso per un ubriaco che non è capace di pronunciare bene le parole, ma non vedo perché un cieco non dovrebbe parlare bene. Per quanto riguarda l'accezione numero 3, non sono sicura di averla capito bene: cosa significa "lavori" nella spiegazione del Treccani? Fa riferimento al fatto di lavorare su qualcosa (per esempio, su un compito scolastico o "su una montagnola tutta pinnacoli" come si spiega in questa risposta) o di fare un'attività per guadagnare uno stipendio? Se è così, non capisco perché si paragoni il lavoro improduttivo di questo Eugenio con quello di un cieco o di un ubriaco. "Cincischiare" può significare semplicemente fare qualcosa per far passare il tempo senza necessità di lavorare su qualcosa?

  • Propenderei per un uso ampliato di cincischiare: un ubriaco ha tipicamente difficoltà a infilare la chiave nella toppa per aprire la porta. Un cieco no, in genere, ma ci sono pregiudizi al riguardo. – egreg Dec 3 '19 at 17:50
  • @egreg: Quindi, il significato potrebbe essere quello di fare male, con esitazioni e incertezze, il "lavoro" di aprire la porta? – Charo Dec 3 '19 at 20:18
  • Mi pare proprio. – egreg Dec 3 '19 at 20:40
  • Veramente ha senso, @egreg. – Charo Dec 3 '19 at 21:00
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Nel contesto da te citato cincischiare significa perdere tempo, bighellonare, comportarsi in maniera indolente.

Dal Grande Dizionario della Lingua Italiana, Vol. 3, pag. 150 per "cincischiare":

5. Figur. Far male un lavoro, con mille esi­tazioni e incertezze. - Anche assol.: indugiare, perdere tempo in discorsi, in azioni inconclu­denti, senza sapersi decidere.

  • Quindi, il significato sarebbe che tanto questo Eugenio come il cieco o l'ubriaco di cui parla il testo lasciavano passare il tempo in modo indolente senza far nulla di profitto, no? – Charo Dec 3 '19 at 10:38
  • Esatto, il significato è perdere tempo in attività improduttive. In campagna c'é sempre qualcosa di utile da fare in qualunque stagione. – abarisone Dec 3 '19 at 10:41
  • Stavo per accettare questa risposta, ma poi quello che ha detto @egreg (mi sembra più concorde con il fatto di trovarsi all'uscio e con il paragone con l'ubriaco e il cieco) mi ha fatto dubitare. – Charo Dec 4 '19 at 10:10
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Probabilmente Fenoglio adopera cincischiare in un senso ampliato rispetto alle definizioni dei dizionari citati e che è, a mio sentire, piuttosto comune: fare qualcosa che è inutile allo scopo prefisso o è solo una perdita di tempo.

Nella situazione descritta, il protagonista sente arrivare Eugenio perché costui si trova in difficoltà ad aprire la porta come succede tipicamente agli ubriachi che non riescono a centrare la toppa con la chiave e fanno rumore strisciandola sulla porta in cerca del buco, con movimenti impacciati.

Fenoglio dice “cieco o ubriaco”, ma nella mia esperienza i ciechi sono perfettamente in grado di centrare la toppa con la chiave senza tentativi inutili. Credo che sia caduto nello stereotipo del cieco che va in giro tendendo le braccia e urtando cose e angoli. Niente di più sbagliato. Una volta un mio collega cieco mi chiese di accompagnarlo con il motorino, si sedette dietro e mi indicò la strada che conoscevo solo fino a un certo punto. L'organista cieco della mia parrocchia raccontava che, dopo il bombardamento del '44, guidava quelli che non riconoscevano i posti per via dei crolli.

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    Forse, più che il fatto che Fenoglio sia caduto in questo stereotipo, è un modo di descrivere la mentalità dell'io narrante in questo racconto (l'autore scrive di questa storia: «Raccontata, a una festa di parenti in Murazzano, da Teobaldo Fenoglio, l’unico dei nostri che sia stato a servizio. Io l’ascoltai di straforo.»). – Charo Dec 3 '19 at 21:51
  • Magari in certo senso questo significato rientrerebbe nel «Far male un lavoro, con mille esi­tazioni e incertezze» del GDLI. – Charo Dec 3 '19 at 21:54

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