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Leggendo questa domanda mi è venuta la curiosità di sapere qualcosa sui primi giapponesismi nella lingua italiana.

Secondo questa risposta, i termini di origine giapponese che prima sono entrati nella lingua spagnola (cioè, i primi di cui si hanno documenti scritti in castigliano) sono "bonzo" e "catana" (ambedue l'hanno fatto nel 1580). Non so se esistano studi di giapponesismi nella lingua italiana simili a quel che si menziona in quel post, ma controllando sul Grande dizionario della lingua italiana ho visto che "bonzo" è datato come del 1570. Lo Zingarelli che ho su Kindle riporta 1549 per la prima attestazione di "bonzo".

Invece, si è cominciato a usare la parola "catana" in italiano più tardi, secondo lo Zingarelli nel Seicento (infatti, il Grande dizionario della lingua italiana cita una frase di Francesco Carletti).

Dunque, la mia domanda sarebbe: qual è il vocabolo di origine giapponese che appare per primo in documenti scritti in italiano? Si tratta del sostantivo "bonzo"?

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Lo metto come risposta, anche se so che andrà integrata da altre.

Paolo Zolli, in Le parole straniere (Zanichelli 1976, quindi non recentissimo), parlando alle pp. 103-4 dei nipponismi, scrive:

Fin dal XIV secolo sarebbe entrato in italiano (se l'attestazione riportata dai dizionari storici non è un falso), il nome della soia, ‘erba cespugliosa delle leguminose ...’; nel XVII secolo è entrata la voce catana ...

Dopo di che, menziona le parole entrate nell'uso italiano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento (aucuba, cachi, chimono, samurai) e così via, con vari ingressi durante e dopo la Seconda guerra mondiale (kamikaze e vari termini relativi alle arti marziali).

Sulla soia, però, lo Zingarelli dà come data di prima attestazione addirittura il 1895, mentre nel GDLI, pur non dando una data specifica, il primo esempio riportato è addirittura novecentesco. Sarebbe interessante capire la storia del presunto falso.

Quindi allo stato attuale la classifica sarebbe:

  1. soia (XIV secolo oppure 1895)
  2. bonzo (1549, una lettera di s. Francesco Saverio)
  3. catana (prima del 1636; di recente più spesso katana, attestata dal 1912)
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  • Immagino che l'uso di "catana" di prima del 1636 sia la frase di F. Carletti riportata dal GDLI. – Charo Jan 18 at 10:49
  • @Charo: Penso anch'io: lo Zingarelli dà solo “av. 1636”, e quindi probabilmente non si conosce la data di quello scritto, ma la morte dell'autore dà un terminus ante quem. – DaG Jan 18 at 10:51
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    Ah, bravissima, @Charo, non avevo pensato a guardare il vocabolario della Crusca. Se lo registrano fin dalla prima edizione, sicuramente, falsi storici o no, il termine sarà ben precedente al 1895! – DaG Jan 18 at 10:56
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    ...sempre che non sia un omografo, perché la “sorta di droga” appare nella stessa voce dedicata a “soia” nel senso di “seta”, dal francese soie. Chissà che cosa aveva in mente Maestro Aldobrandino. – DaG Jan 18 at 10:57
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    Il provenzalista Seicentesco Francesco Redi fece un lavoro preparatorio per la terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca e scrisse: «Questo agalloco è la stessa cosa del Siloe del Vocabolario. [...] Nell’esemplo di Siloe del Maestro Aldobrandino citato dal Vocabolario vi è la voce Soie [sottolineato nell’originale]: è scorrezzione e dee dirsi Seta [idem] ché così si legge in tutti quanti i miei testi a penna. Si raggiusti anco alla voce Soia. Soia sta bene ed è provenzalismo Soie [idem].» – Charo Jan 18 at 11:41

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