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Leggendo il romanzo La goccia che scava, di Francesco Luti, mi sono imbattuta in la frase seguente, in cui appare l'espressione "far ventre" (grassetto mio):

La tramvia passava con la gente stipata ordinatamente a far ventre in quel dentro.

Non capisco cosa significa questa espressione. L'ho cercata alla voce "ventre" di alcuni dizionari, ma non l'ho trovata. Tuttavia, ne ho trovato un esempio di uso al lemma "ventritogato" del Grande dizionario della lingua italiana (Martinozzi [in Carducci, III-25-116]):

Lascia il barbaro metro, onde si sdegna
la viva Italia e il vate suo rimpiange;
lascia i fratelli Asvini e la falange
ventri-togata e che a far ventre insegna.

Allora, vi chiedo: qualcuno di voi saprebbe spiegare cosa vuol dire "far ventre" nella frase sopra citata?

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    Penso si riferisca metaforicamente ad un ventre che contiene tutta la gente stipata sul tram.
    – user519
    Jan 27 '20 at 12:05
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    @Gio secondo me hai ragione; fare ventre = ingrassare, ingrossare, far divenire grosso. Jan 27 '20 at 13:27
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    Curioso... Qui, a p. 70, c'è qualche informazione su questi versi, che furono inviati a Carducci da un anonimo che si firmava “G.M.” (cioè forse il Martinozzi lì citato?), e Carducci stesso commenta “Quando il signor G. M. a suo comodo mi avrà spiegato che cosa intenda per falange ventritogata e che a far ventre insegna, vedrò se sarà il caso di lasciarla”. Non so se si riferisse specificamente a “far ventre”, ma in ogni caso tutta l'espressione non doveva essere troppo limpida neppure nel suo contesto.
    – DaG
    Jan 27 '20 at 14:40

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