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Nel romanzo La goccia che scava, di Francesco Luti, ho letto (grassetto mio):

Per distrarsi da quello schiumar tristezza, Felice scese in cucina per pranzare. Si era portato il desinare a sacco che prevedeva pinzimonio, panzanella e un fresco gazpacho.

Non capisco cosa significa l'espressione "a sacco" in questo passaggio: potreste spiegarmelo? L'ho cercata alla voce "sacco" di alcuni dizionari, incluso il Grande dizionario della lingua italiana, ma le accezioni che ho trovato fanno riferimento a saccheggiare, all'edilizia oppure a vestiti e niente di tutto questo sembra avere senso in questo testo.

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È evidentemente una variante (a meno che non sia un refuso) della più diffusa locuzione al sacco. Per citare il Treccani, alla voce sacco:

colazione o pranzo al s., fatti all’aperto con i viveri portati con sé nel sacco alpino oppure in una qualsiasi borsa.

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  • Ah, grazie, @DaG: infatti, la ricerca di "pranzo a sacco" su Google dà parecchie occorrenze. – Charo Feb 3 at 19:39

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