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Nel romanzo La goccia che scava, di Francesco Luti, ho letto (grassetto mio):

      E proprio in quel periodo ludico, Felice meditò di tacere il rinvenimento della lettera destinata a Visidori senior. Sebbene un'insensatezza di pensiero a tratti lo rodesse, ritenne di fare la scelta giusta evitando l'aguzzarsi di spigoli coi colleghi e il divenire casus belli d'inevitabili strascichi.

Sul vocabolario Treccani ho visto che "strascichìo" significa

Un prolungato strascicare, e il rumore o fruscìo di cosa strascicata

Ho cercato, dunque, quali sono i significati figurati di "strascicare" e ho trovato questo:

In senso fig.: s. il lavoro, un lavoro, tirarlo avanti lentamente e contro voglia; s. una malattia, una noiosa febbricola, portarsela addosso per parecchio tempo, senza fare alcuna cura e senza notevoli miglioramenti né peggioramenti; più com., s. la voce, le parole, pronunciare con monotona lentezza, prolungando il suono (e analogam. s. il canto, le note, ecc.).

Quindi, il significato nel brano sopra citato sarebbe quello di prolongare nel tempo i problemi coi colleghi di lavoro? Oppure questi "strascichi" sarebbero piuttosto contrasti, dissensi con questi colleghi?

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In questo caso lo si deve intendere come

Conseguenza negativa, risvolto spiacevole: gli s. dell'influenza, di una lite.

Fonte: Dizionario Sabatini Colletti

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    Quindi, il problema è che è "stràscico" e non "strascichìo"? Non so perché sempre cado in questo tipo di trappole. – Charo Feb 8 at 15:30
  • No. Si tratta del plurale di "strascico". – Nico Feb 8 at 15:32
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    Esatto, @Charo (Nico, non mi è chiaro perché rispondi di no). In altri tempi l'ortografia italiana prevedeva soluzioni come -ii, -ij o -î per i plurali delle parole in -io e situazioni simili, mentre adesso sono quasi scomparse, salvo casi occasionalissimi. A volte si ovvia con un accento (prìncipi/princìpi), ma non sempre le due possibilità hanno accento diverso: oratori (pl. di oratore o oratorio), osservatori (analogo) etc. – DaG Feb 8 at 15:45
  • "No" nel senso di "non era come pensavi". Riferito al "problema" avrei dovuto scrivere "sì". Penso comunque che la mia risposta si possa intendere se si vogliono applicare i principi di Grice... – Nico Feb 8 at 15:53
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Conseguenza negativa, risvolto spiacevole: gli s. dell'influenza, di una lite.

Aggiungo qualche parola alla risposta corretta qui sopra. Io intendo con "strascico" una conseguenza più leggera, più sfumata, prolungata nel tempo, rispetto a "conseguenza". Per esempio un'influenza (malattia) potrebbe avere come diretta conseguenza un periodo di riposo o cura e, come strascico, un periodo successivo in cui la persona è sostanzialmente guarita ma ha ancora qualche sintomo o limitazione.

Oppure, in caso di una lite fra due persone, lo strascico sono gli effetti, o il ricordo, irrisolti, della lite. Per esempio Mario può avere una lite con Piero; la conseguenza diretta è che per una settimana Mario e Piero non si parlano; poi magari s'incontrano, si chiariscono e riappacificano, ma lo "strascico" della lite impedisce loro di parlarsi serenamente come prima della lite (come è andata a finire? Che col tempo Mario e Piero si sono dimenticati della lite e tutto è tornato come prima!).

Lo strascico, fisicamente, è la parte o l'appendice di un oggetto che striscia (tocca) sul terreno, o anche la scia che un oggetto lascia quando viene trascinato. Rende bene l'idea di qualche cosa che rimane (la scia), anche quando l'oggetto non c'è più.

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  • Spiegazione molto accurata! – Nico Feb 9 at 11:25

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