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Nel romanzo La goccia che scava, di Francesco Luti, ho letto (grassetto mio):

I tavolini all'aperto con le coppie apparecchiate, offrivano indizi di una Spagna vogliosa di mode: e seguendo i dettami delle riviste era facile vedere una lei con i torreggianti capelli scolpiti dalla lacca, e un lui incartato in un principe di Galles.

Sapreste spiegarmi cosa vuol dire "incartato" in questo testo? I dizionari che ho consultato spiegano che è il participio passato di "incartare" e quindi significa avvolto, coperto, rivestito di carta, ma questo non sembra avere molto senso nel brano citato.

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    C'è effettivamente quella virgola fra il soggetto e il verbo? – DaG Feb 16 '20 at 18:52
  • @DaG: Hai ragione: non ci dovrebbe essere, ma è così come appare nel libro. – Charo Feb 16 '20 at 18:57
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    @dag quella virgola infastidisce anche me. Se almeno ce ne fosse una dopo "all'aperto"! Meglio ancora se non ce ne fosse nessuna. – linuxfan says Reinstate Monica Feb 16 '20 at 19:32
  • Va bene, @DaG e linuxfan: forse non è un testo perfetto. A me piace, comunque. Tenete anche conto che è stato pubblicato da una piccola casa editrice. – Charo Feb 17 '20 at 16:55
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Direi che significhi semplicemente che gli uomini seduti ai tavolini sono appunto “avvolti”, “impacchettati” ognuno nel suo principe di Galles (inteso per metonimia come abito fatto dell'omonimo tessuto), per esprimere forse che non lo indossano con eleganza e spontaneità ma in modo goffo, rigido.

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  • Infatti, il GDLI spiega che in Toscana si usa "incartato" per definire un tessuto che è "rigido come carta". – Charo Feb 16 '20 at 19:00

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