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Nel racconto L’amore ai tempi del Covid-191, di Antonio Manzini, ho letto questo dialogo tra il vicequestore Rocco Schiavone e Fumagalli, un altro poliziotto, mentre stanno svolgendo un'indagine in un appartamento (grassetto mio):

    «Quanta gente abita qui dentro?» chiese Fumagalli.
    «Sono in sette, mi pare».
    «E io che mi lamento di stare da solo in 70 metri quadrati!».
    «Non sei sempre da solo» fece Rocco, «la Gambino a casa tua non viene mai?».
    «No carino, vado io nella sua. 180 metri sul portico romano!» e gli fece l’occhiolino.
    «Sei un uomo squallido e profittatore... stammi bene».

Finito questo dialogo, i due continuano a lavorare nell'appartamento. Infatti, il testo continua così:

    Mentre Fumagalli infilava un paio di guanti di plastica, Rocco tornò in corridoio. «Antonio!» chiamò. Quello si affacciò sull’uscio. «Inutile dire che nessuno può uscire. E non devono usare il bagno».

Sul vocabolario Treccani ho trovato parecchi possibili significati della locuzione "stare bene". Non mi pare, però, che nessuno sia adatto al contesto di questo dialogo. Sapreste spiegarmi qual è il senso di questo "stammi bene" che appare nel brano sopra citato?



1. Secondo il blog di Licia Corbolante, che si occupa di ricerca terminologica e qualità linguistica, dovrebbe essere "della COVID-19", ma in questo racconto l'autore fa confusione tra virus e malattia.

  • È una formula di augurio, equivalente all'inglese "take care"; letteralmente "stai bene a me", ovvero "fallo per me (di stare bene)" - è quello che credo si chiami "dativo etico" che serve a rafforzare l'augurio. (cfr. treccani.it/vocabolario/mi1). Non so se nel brano citato viene utilizzato in modo sarcastico. – Riccardo De Contardi Jun 3 at 14:31
  • Son d’accordo con @RiccardoDeContardi, si tratta di una forma colloquiale di saluto tra amici o conoscenti. Nel brano e probabilmente usata come intercalare. – Hachi Jun 3 at 15:20
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    Comunque è secondo me corretta la risposta che una forma di saluto per congedarsi – Riccardo De Contardi Jun 3 at 15:28
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    @RiccardoDeContardi - sul discorso regionale non sono molto d’accordo . Penso sia usata o quantomeno capita in tutta Italia. Forse più usata al nord che al sud. – Hachi Jun 3 at 15:56
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    La penso in modo molto simile a @egreg. È una specie di doppio sarcasmo: letteralmente “stammi bene” è ovviamente una raccomandazione positiva; qui potrebbe essere quasi tradotto in un “crepa” rivolto all'interlocutore definito scherzosamente, iperbolicamente “squallido e profittatore”; ma appunto è un “crepa” così come si potrebbe dare del figlio di buona donna a un amico. (D'altro canto non ho mai letto niente di Manzini: forse sarebbe d'aiuto saperne di più sui suoi personaggi in generale.) – DaG Jun 3 at 16:14
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In generale, stammi bene è una formula di congedo che vuol significare sta’ bene, ho a cuore la tua salute.

Quindi non solo augurale come sarebbe il latino Vale: ha anche un pizzico di affetto.

Tuttavia, può essere adoperato anche in senso ironico. Per esempio, dopo una discussione accesa uno dei due interlocutori potrebbe congedarsi con stammi bene, intendendo: “non hai capito nulla di ciò che volevo dire, resta pure della tua idea”.

E sarebbe proprio questo caso! “Sei un uomo squallido e profittatore…”, con l'aggiunta di “stammi bene” nel senso “non voglio avere nulla a che fare con te”.

Naturalmente, però, qui il senso va preso alla rovescia e si capisce dall'occhiolino: i due sono amici, oltre che colleghi e l'ultima frase vuole essere solo una presa in giro, con anche un po’ di invidia verso il collega, probabilmente.

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