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Lo so che alcune parole sono usate solo in forma plurale. Es: "i pantaloni". Ho sempre pensato che questo fosse vero anche per "le scale". Ma oggi stavo guardando alcune immagini di architettura e l'ho visto il termine "la scala metallica". Poi in alcuni punti l'ho visto anche usato come "le scale metalliche". Ora, non sono sicuro di quale devo usare. Quale è corretto? Scala o scale?

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    Da italiano, direi che soprattutto nel parlato, scala/scale tendono ad essere intercambiabili se si sta parlando della parte architettonica di un edificio; non sono sicuro da dove derivi questa consuetudine, forse per il fatto che in un edificio la scala è vista come una specie di nome "collettivo", che riguarda quasi sempre più di un piano (c'è una scala che collega ogni piano e in totale diventano le scale); ufficialmente però si dovrebbe usare il singolare. Se si parla di un oggetto singolo tipo images.obi-italia.it/product/IT/1500x1500/391598_1.jpg si usa sempre il singolare. – Riccardo De Contardi Jun 9 at 13:29
  • @RiccardoDeContardi: Perché "ufficialmente però si dovrebbe usare il singolare"? Secondo il Treccani: "spesso al plur., l’insieme di più rampe". – Charo Jun 9 at 13:46
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    @Charo beh... ho pensato che nei condomini si usa nelle targhe "Scala A" o "Scala 1" intendevo questo per "ufficialmente"... termine un po' infelice lo ammetto. – Riccardo De Contardi Jun 9 at 13:55
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Secondo il Grande dizionario della lingua italiana ([1] e [2]), il termine scala può avere parecchi significati. Uno è questo:

Elemento architettonico di un edificio costituito da una successione di gradini disposti secondo un piano inclinato, diviso a volte in più rampe inframmezzate da un pianerottolo; serve a superare un dislivello e a passare da un piano all’altro dell'edificio.

In questo caso, si può usare scala al singolare, come in questo esempio di Giuseppe Antonio Borgese

Feci la scala di tutta corsa come se volessi salire in terrazza, e mi misi lì dritta a guardare tutti quelli che entravano

ma si trova spesso al plurale e allora significa un insieme formato da parecchie rampe:

    – Al plur. Insieme di più rampe.

Ecco un esempio di Guglielmo Massaia:

Dovendo in quel tempo frequentare i ministeri, e segnatamente quello degli affari stranieri (dove, entrando, mi presentavano le armi), restava meravigliato nel vedere tanti missionari scendere e salire quelle scale.

Un altro significato di scala è il seguente:

Struttura mobile di legno o anche di metallo, composta da una serie di pioli, usati come gradini, incuneati fra due montanti paralleli; si appoggia all'ostacolo verticale che si intende superare e serviva, in passato, come mezzo per scalare le mura di una città o di una fortezza assediata (anche nelle espressioni Scala a mano, a pioli, portatile).

Può anche trattarsi di una scala a libretto

    – Scala a libretto: quella formata da due montanti uniti da pioli incernierati ad altri due montanti, che le permettono di reggersi autonomamente senza appoggi superiori

o persino di una scala a corda

Attrezzo formato da due funi parallele collegate da staggi di corda o di legno, di uso soprattutto marinaresco.

In questi casi, se si tratta di una singola struttura, si usa il singolare.

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  • Grazie! Penso di aver capito. Quindi dalla mia comprensione, le seguenti frasi sarebbero vere: Anche se faceva caldo, salivo le scale per visitare il Parco Güell, Perché la mia gamba è rotta non posso usare la scala per andare al secondo piano e La scala al supermercato sono talvolta utili per prendere la roba sugli scaffali superiori. – tamuno Jun 9 at 16:14
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    @Tamuno nell'ultima frase "La scala al supermercato sono talvolta utili per prendere la roba sugli scaffali superiori" il soggetto è "Le scale" (sono utili...) (plurale), altrimenti sarebbe "La scala al supermercato è talvolta utile". – Riccardo De Contardi Jun 9 at 16:23
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    Sì, @tamuno, con la correzione fatta da Riccardo De Contardi. – Charo Jun 9 at 16:27
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    Ah sì. Ho usato prima "le scale", poi sono tornato a "la scala". Ecco perché ho dimenticato la parte "sono". Grazie a tutti! Ora capisco. – tamuno Jun 9 at 16:49
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Guardiamo nei “Promessi sposi”.

Renzo accostò di nuovo l’uscio pian piano; e tutt’e quattro su per le scale, non facendo rumore neppur per uno. Giunti sul pianerottolo, i due fratelli s’avvicinarono all’uscio della stanza, ch’era di fianco alla scala; gli sposi si strinsero al muro.

Siamo nella famosa notte degli inganni, il capitolo 8 che comincia con “Carneade, chi era costui?”.

Nello stesso capoverso troviamo prima “scale” e poi “scala”. Entrambi gli usi si riferiscono allo stesso elemento architettonico della casa di don Abbondio. Poco più avanti si legge

Perpetua arriva, un momento prima dell'altra; mentre vuole spinger l’uscio, l’uscio si spalanca di dentro, e sulla soglia compariscono Tonio, Gervaso, Renzo, Lucia, che, trovata la scala, eran venuti giù saltelloni; e, sentendo poi quel terribile scampanìo, correvano in furia, a mettersi in salvo.

Ne deduciamo che l'elemento architettonico in sé si chiama scala. Ma quando lo percorriamo saliamo le scale (o scendiamo). Tuttavia il plurale collettivo (come i pantaloni) si adopera solo quando la scala è fissa, a gradini (con estensione a quelle mobili dei centri commerciali o della metropolitana). Non sarebbe sorprendente se, nel capoverso precedente, ci fosse trovate le scale.

Non è però scorretto dire salire la scala.

Se la scala è a pioli o di corda, si adopera normalmente il singolare: sono salito sulla scala di corda e avevo una paura birbona.

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