2

Nel romanzo Prendiluna, di Stefano Benni, ho letto (grassetto mio):

      – Cosa sapete voi umani della morte? Ascoltami. Hai otto giorni, come negli antichi calendari. Devi consegnare i Diecimici, ognuno a una persona degna e buona. Poi porterai la lista al Diobono, ti dirò io dove. Se troverai queste dieci persone, il mondo sarà salvo. Se no sarà la fine di tutto, e il mondo verrà annientato, e stavolta non ci sarà nuovo carbonio o Dna che tenga, finito, consummatum est, finished, vorbei, hatanka, piùmiau...

Non capisco qual è il senso del verbo "tenere" in questo brano. L'ho cercato in alcuni dizionari, ma ci sono tante accezioni che non riesco a capacitarmi di quale sia quella che corrisponda all'uso che se ne fa nel passaggio sopra citato. Me lo potreste spiegare?

  • Credo 8,b. La risposta di egreg ti punta sulla locuzione che è venuta in mente anche a me "Non c'è santo che tenga", con il significato non ci sarà riemedio (pezza) in grado di tenere, senza cedere ed evitare che si verifichi una eventualità non desiderata e ritenuta ineluttabile. – Hastur Jun 11 at 0:18
3

La costruzione “succederà x, non c'è y che tenga” significa che per quanto y sia abbondante forte disponibile e simili, l'evento x si verificherà comunque.

Probabilmente l'espressione originale è “non c'è santi che tengano” o “non c'è santo che tenga”: nemmeno l'intervento di uno o più santi può evitare l'evento x. A “santo” si può sostituire più o meno qualsiasi cosa, magari più connessa con l'evento x.

Si sente anche spesso “non c'è scusa che tenga”, ma è una faccenda diversa: qui “tenga” è usato come sinonimo di “regga”.

| improve this answer | |

Your Answer

By clicking “Post Your Answer”, you agree to our terms of service, privacy policy and cookie policy

Not the answer you're looking for? Browse other questions tagged or ask your own question.