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Nel racconto Nichel dal libro Il sistema periodico, di Primo Levi, ho letto (grassetto mio):

L’idea mi venne come si accende una lampada, un giorno in cui mi capitò casualmente fra le mani un vecchio diagramma tutto impolverato, opera di qualche mio ignoto predecessore; riportava la perdita di peso dell’amianto delle Cave in funzione della temperatura. L’amianto perdeva un po’ d’acqua a 150°C, poi rimaneva apparentemente inalterato fin verso gli 800°C; qui si notava un brusco scalino con un calo di peso del 12 per cento, e l’autore aveva annotato: «diventa fragile».

Anche se l'ultima frase si può capire, l'uso di "scalino" ha attirato la mia attenzione. Sullo Zingarelli ho trovato questa accezione del termine

4 (fig.) Variazione rilevante in una successione di valori numerici

che penso sia quella che si addice al contesto.

Ho cercato in altri dizionari e, sorprendentemente, una definizione simile a questa non sono riuscita a trovarla.

Potresti fare alcuni esempi di uso di "scalino" con questo significato? Si tratta di un uso comune del vocabolo o è piuttosto un uso caratteristico di ambiti tecnici?

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Poiché scalino è sinonimo di gradino, è usato per indicare in un grafico una brusca impennata (o una brusca diminuzione) dei valori rappresentati; in matematica esiste proprio la funzione gradino;

nell'esempio sopra citato, c'è una brusca variazione di peso al variare della temperatura;

riporto un esempio trovato sul web sull'inversione termica, dove vi è una brusca variazione di temperatura al variare della quota:

Partendo dal suolo si possono avere delle zone dove si presentano strati di aria più calda del normale e questi si dispongono a mo’ di scalino ( una sorta di zona di transizione, più o meno brusca e spessa ) nel quale la temperatura subisce un’impennata verso valori più alti.

E quest'altro esempio tratto dal libro La fisica reale. Teoria dei fotoni e degli elettroni :

Alle bassissime temperature, in mancanza di attriti, i materiali però presentano le loro caratteristiche "intrinseche" determinando l'effetto "Hall quantistico" per cui le resistenze misurate presentano dei caratteristici valori a scalino che risultano multipli del rapporto h/e² e sono sperimentalmente "molto stabili"

Sicuramente è un vocabolo usato in ambito tecnico, ma comprensibile e adoperabile anche in uso comune.

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