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Nel romanzo Ferito a morte, di Raffaele La Capria, ho letto (grassetto mio):

      Tanto bello al Circolo, pensa Ninì, a starsene a chiacchierare. A pescare non c’è sfizio, pesci non se ne vedono, il sole scotta, il mare adesso nemmeno lo puoi guardare, dà male agli occhi. Fa appena in tempo a tenersi, la barca s’impenna, quel cretino di Glauco scompare a cofanetto in un anello di schiuma accecante.

Per si è d'aiuto, il romanzo è ambientato a Napoli.

Non capisco il significato dell'espressione "a cofanetto" che appare in questo passaggio. Ho cercato alla voce "cofanetto" di parecchi dizionari, inclusi il Treccani e il Grande dizionario della lingua italiana, ma non ho trovato questa locuzione. Qualcuno di voi saprebbe spiegare cosa vuol dire?

Ricercare "a cofanetto" su Google non è di aiuto perché appaiono molte occorrenze del tipo "scattola a cofanetto", "borsa a cofanetto", ecc.

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Qui si tratta del tuffo a cofanetto, che si esegue portando le ginocchia al petto e stringendole tra le braccia, cercando di far schizzare molta acqua. È una traduzione in italiano dall'originale dialetto napoletano "tuffo a cufaniell".

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  • Ah! Grazie mille, @Luciano! Veramente, ricercando "tuffo a cufaniello" su Google se ne trovano molte spiegazioni, inclusi video e fotografie. – Charo Aug 19 at 15:07
  • In napoletano sarebbe "cufaniell" o "cufaniello"? O tutte e due? – Charo Aug 19 at 15:10
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    Non sono un purista del dialetto napoletano, ma noi (napoletani) tendiamo ad omettere la fine delle parole. Quindi opterei per cufaniell. – Luciano Petrillo Aug 19 at 15:14
  • Magari sulla "tag" regional trovi qualche domanda per cui ti piacerebbe dare una risposta. – Charo Aug 19 at 15:23

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