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Qualche giorno fa, volevo esprimere che una cosa non era chiara a parecchie persone e ho avuto il dubbio su quale espressione usare:

non è loro chiara

oppure

non è chiara a loro.

Posso usare tutte e due o una di queste forme è preferibile all'altra?

Non mi riferisco unicamente alla correttezza grammaticale, ma anche al fatto che suoni naturale in italiano moderno.

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  • 2
    Entrambe forme sono corrette, direi che la prima suona più “formale” mentre la seconda è più colloquiale e quindi più usata. – Hachi Dec 17 '20 at 18:19
  • 6
    Ricordo che, anche se fa storcere il naso ai puristi, non muore nessuno se si dice “non gli è chiara”, che in un registro non formale suona più naturale di tutte. Infatti il pronome “gli” è usato spesso anche come “forma atona del dativo plurale maschile e femminile, col sign. di «a loro»: Chi si cura di costoro a Milano? Chi gli darebbe retta? (Manzoni); le belle ragazze di qui non sono degne di portargli le scarpe, a quelle di Napoli (Verga)” (Treccani). – DaG Dec 17 '20 at 20:33
  • 4
    Il lieve problema di “non è chiara a loro” è che pone un po' troppo l'accento su “a loro”, quasi a sottintendere che ad altri invece la cosa è chiara. – DaG Dec 17 '20 at 20:34
  • 3
    Concordo con @DaG, l'uso del loro come complemento di termine suona un po' affettato nel parlato: se la domanda è "quale suona più naturale", decisamente "non gli è chiara". – Old Man of Aran Dec 18 '20 at 7:11
  • @DaG Non muore nessuno ma " 'na bella lacrimuccia alla maestra di italiano gliela tiri giù"! :-) – Hastur Dec 18 '20 at 9:45
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Delle forme proposte:

(La cosa) non è loro chiara

è corretta ma tende a suonare formale, soprattutto se detta a voce, mentre

...non è chiara a loro

oltre a mantenere ancora una certa formalità, pone un po' troppo l'accento su “a loro”, quasi a sottintendere che ad altri invece la cosa è chiara.

Alle forme proposte aggiungo

...non gli è chiara

che fa storcere il naso ai puristi non-linguisti e alle maestre di scuola non aggiornate, ma che in un registro non formale suona più naturale di tutte, e non faceva storcere il naso a Galilei né a Manzoni, a Verga né a Pavese, né a tanti altri maestri della lingua, incluso Migliorini.
Infatti il pronome “gli” è usato spesso anche come “forma atona del dativo plurale maschile e femminile, col sign. di «a loro»: Chi si cura di costoro a Milano? Chi gli darebbe retta? (Manzoni); le belle ragazze di qui non sono degne di portargli le scarpe, a quelle di Napoli (Verga)” (Treccani). Si veda anche la voce “gli” sul GDLI (prima e seconda pagina), con esempi dal Villani fino a Brancati e appunto a Pavese.

Infine si può dire anche

...a loro non è chiara

e anche questa forma è leggermente marcata nell'attirare l'attenzione su “loro”.

Il problema, in generale, è che l'uso di “gli” è mal visto in certi ambiti (e, comprensibilmente, può capitare di evitarlo per non rischiare di sembrare ignorante o dover fare tutta la manfrina che ho fatto qui) e quel che resta è l'unico pronome personale dativo non atono dell'italiano, che quindi non può non sbilanciare tutta la frase in cui compare.

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Sono entrambe corrette anche se userei chiaro (il concetto, il fatto, quanto precede) al maschile e non chiara (la cosa, la situazione).

Nel parlato

  • Nel parlato la prima ("non è loro chiara") è un po' più formale.

  • La seconda ("non è chiara a loro") scorre via più facilmente anche se, come nota DaG, pone un po' troppo l'accento su “a loro”, quasi a sottintendere che ad altri invece la cosa è chiara.

    L'effetto di enfasi viene ancora più marcato se metti una breve pausa tra "chiara" e "a loro" nel parlare, o anche se aumenti l'emissione di fiato (il volume) dicendo "a loro"
    Lo puoi evitare alleggerendo la pressione (volume) quando pronunci "a loro", o diminuendo leggermente la pausa che fai tra "a loro" e quanto segue.

Nello scritto

Nello scritto non puoi gestire il volume delle parole, ma puoi usare diversi mezzi.

  • La prima forma ("non è loro chiara") suona di nuovo leggermente più formale, e leggermente più piana: metti meno l'accento su loro in contrapposizione ad altri. Anche se ci sono sempre artifici stilistici e sintattici per metterlo in evidenza.

    ...(la cosa) non è loro chiara quando dicono...
    ...(la cosa) non è loro chiara. (E' un fatto che non lo abbiano capito).
    ...(la cosa) non è loro chiara, mentre nella nostra politica aziendale...
    (Sono più i fatti ad essere in contrapposizione che non noi e loro).

    Nella mia esperienza prevale nelle comunicazioni di lavoro.

  • La seconda forma ("non è chiara a loro") tende ad enfatizzare "a loro". Esplicitamente marcata con avversative o con la punteggiatura:

    ... non è chiara a loro, mentre la nostra politica aziendale...
    ... non è chiara, a loro.

    Più neutra in casi tipo

    ... non è chiara a loro quando dicono ...

Nota sul chiaro al posto di chiara...
Se passando per strada arriva al tuo orecchio un frammento di frase "NON E' CHIARO" capisci che qualcosa non è stato compreso; se invece senti "NON E' CHIARA" ti viene probabilmente da pensare ad un errore di persona dove si è scambiata Chiara per qualcun'altra.

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  • 1
    La scelta fra chiaro e chiara dipende dal soggetto della frase: “La situazione non gli è chiara”, "il concetto non gli è chiaro" (ovviamente anche con loro/a loro). – egreg Dec 18 '20 at 17:12
  • 1
    Certamente, @egreg, ma nel mio caso il soggetto era "cosa". – Charo Dec 18 '20 at 23:07

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