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Ho scritto: "Se ti farebbe comodo utlizzarlo scrivimi". Ora ho questo dubbio, è scorretto ed andrebbe invece usato "Se ti facesse comodo utlizzarlo scrivimi"? Quella più corretta, anche se troppo lunga e per questo non mi piace, penso sia "Se ti potrebbe far comodo utlizzarlo scrivimi".

Qualcuno potrebbe illuminarmi?

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    Se ti facesse comodo utilizzarlo, scrivimi! - Se ti potesse far comodo utilizzarlo, scrivimi. – Hachi Jan 24 at 6:44
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    Il ‘se’ + condizionale: quando è possibile? dizionaripiu.zanichelli.it/lingua-e-scuola/posta-del-professore/… – Hachi Jan 24 at 6:51
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    Benvenuto su Italian.SE! – Charo Jan 24 at 9:46
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    @Hachi: Penso che la fonte che hai individuato ti permetta di scrivere una buona risposta. Potresti farlo, per favore? – Charo Jan 24 at 9:49
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    Aggiungo a margine che “scorretto” è più abituale di “incorretto” che, più che per dire “sbagliato”, si usa per indicare qualcosa che non è (ancora) stato corretto. – DaG Jan 24 at 17:37
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Si tratta di un costrutto condizionale in cui si vuole esprimere "se accade o accadesse una certa condizione, allora scrivimi".

Sul portale Lingua e Scuola della casa editrice Zanichelli si può trovare una spiegazione al dubbio formulato dall'OP:

Comunque incominciamo col ribadire che la costruzione corretta è:

se + congiuntivo, condizionale: se tu fossi più buono, ne sarei felice

con le varianti

se + futuro, futuro: se sarai buono ne sarò felice

se + presente, presente: se sei buono ne sono felice

In nessun caso in frasi condizionali di questo tipo la congiunzione se può essere seguita dal condizionale: se saresti buono è sbagliato qualunque sia il modo e il tempo che segue.

Invece ‘se’ può essere seguito dal condizionale nei significati 7 e 8 dello Zingarelli:

7 Introduce una prop. dubitativa, semplice o disgiuntiva, con il v. al congtv., all’indic. o all’inf.: vedi se puoi aiutarmi; guarda in libreria se è uscito qualche nuovo libro; tenta se ce la fai o no; vedrò se sia il caso di aiutarlo o se invece sia meglio che si arrangi.

8 Introduce una prop. interr. indiretta semplice o disgiuntiva con il v. al congtv., all’indic. o all’inf.: non so se potrò partire; dimmi se intendi continuare così; domandagli se accetta o no; non so se scrivere o telefonare; non so se sarei capace di mentire | Con ellissi del v.: chiedigli quando è in casa, se al mattino o al pomeriggio; dimmi cosa scegli, se il cinema o il teatro | (enfat.) In espressioni escl. o interr. con ellissi della prop. principale: se sono stanco?, certo che lo sono!; se ha pazienza?, moltissima!; se è ricco!, altro che! | In prop. escl., con valore affermativo; per es. in: *‘Lo conoscete voi Brighella?’ ... ‘Oh, se lo conosco!’ *(C. Goldoni).

Ad esempio nel significato 7 si può dire: vedi se potrebbe aiutarmi (e qui potremo senz’altro aggiungere un esempio)

Nel significato 8: domandagli se accetterebbe o no (sottinteso: qualora glielo proponessimo).

È da sottolineare il fatto che

in nessun caso in frasi condizionali di questo tipo la congiunzione se può essere seguita dal condizionale

Cioè, non si dice *se ti farebbe comodo utlizzarlo*se ti potrebbe far comodo utlizzarlo. Nel caso in studio, come indicato da @Hachi nel suo commento, si dovrebbe dire

se ti facesse comodo utilizzarlo, scrivimi!

oppure

se ti potesse far comodo utilizzarlo, scrivimi!

usando il congiuntivo e non il condizionale.

Ma anche semplicemente, come si vede nella spiegazione sopra citata, si può fare il costrutto condizionale con la struttura "se + presente indicativo, ..." (nel caso in studio si adopera l'imperativo): usando il congiuntivo al posto del presente indicativo si aggiunge una sfumatura di incertezza sulla condizione che appare nella frase:

Se ti fa comodo utilizzarlo, scrivimi!

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