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Entrambe le versioni sono corrette?

  • Sei bravo in matematica? No, non ci capisco niente.
  • Sei bravo in matematica? No, non ne capisco niente.

Una è migliore dell'altra?

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  • Interessante domanda. In catalano (una delle mie lingue) direi "no hi entenc gens" ("hi" è l'equivalente catalano della particella "ci" e l'avverbio "gens" si può tradurre come "niente" o "nulla"). So che in italiano si dice invece "non me ne intendo". Con "capire qualcosa" al posto di "intendersi di qualcosa" la mia intuizione mi dice che è "non ci capisco niente" perché è appunto "in matematica" quello che stai chiedendo nella domanda "Sei bravo in matematica?"
    – Charo
    Feb 7 at 9:57
  • Come curiosità, aggiungo che l'avverbio catalano gens equivale al francese point.
    – Charo
    Feb 15 at 17:08
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A mio avviso, nell'esempio riportato sono entrambe versioni corrette, dal significato sostanzialmente uguale ma con una "sfumatura" differente:

  • non ci capisco niente può essere parafrasato con non capisco niente in un determinato/a ambito/situazione
  • non ne capisco niente può essere parafrasato con non capisco niente di un determinato argomento/oggetto

Più in generale, direi che una differenza c'è: non ci capisco niente può essere usato anche da solo, come esclamazione, sottointendendo la situazione o l'ambito in cui ci si trova in quel momento ("Che confusione! Non ci capisco niente!"), mentre non ne capisco niente è sempre accompagnato da una frase o complemento che specifica a cosa si riferisca quel "ne" ("Non ne capisco niente, di fisica quantistica", "Ti piace il jazz? Non ne capisco niente").

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  • 1
    @charo nella frase "non ci capisco più niente", il complemento oggetto di capire è "niente", non "ci"; "ci" fa riferimento all'ambito o alla situazione in cui ci si trova quindi "non ci capisco più niente" equivale a "non capisco più niente in questa situazione". Analogamente, "non ci capisco niente di matematica" equivale a dire "non capisco niente nell'ambito della matematica".
    – secan
    Feb 13 at 22:31
  • Beh, @secan, quello che succede è che, quando si usa ne, si sostituisce il genitivo partitivo del complemento oggetto: "Non capisco niente di tutto quello che costituisce la matematica" --> "Non ne capisco niente". Adesso ho capito completamente la questione e ho aggiunto una risposta su come la vedo io. Grazie!
    – Charo
    Feb 14 at 11:31
  • Ecco come la vedo io (ma potrei essere sbagliata per influenza del catalano, la mia lingua, in cui strutture simili si comportano nel modo che sto per esporre): come avevo detto prima, nella frase "Non ci capisco (più) niente", "ci" è sicuramente pronome, mentre "niente" è avverbio (???) (punto 3 di treccani.it/vocabolario/niente): quindi ci non è complemento oggetto (???) della frase: infatti, capire in questa frase non ha complemento oggetto (???). Non sono completamente sicura delle due ultime affermazioni che ho appena fatto, perciò ho messo i segni di interrogazione.
    – Charo
    Feb 15 at 16:11
  • Appena avrò un po' di tempo libero, posterò una nuova domanda per chiedere su questi miei dubbi.
    – Charo
    Feb 15 at 16:27
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Secondo il punto 4 della voce voce ci del vocabolario Treccani, la particella ci ha funzione di pronome dimostrativo in questo tipo di costrutti:

  1. Con funzione di pron. dimostrativo, riferito a cosa, equivale a ciò, quello, preceduto da preposizione: «di ciò»: ci avrei molto piacere; «a ciò»: non ci credo; non ci posso far nulla; «su ciò»: ci puoi contare; «da ciò»: quanto conti di guadagnarci?; e spec., conservando ancora il suo valore fondamentale, «in ciò»: non ci capisco nulla; [...]".

Quindi, dovresti dire

No, non ci capisco niente,

se vuoi esprimere "non capisco niente in tutto quello che fa riferimento alla matematica, che ha a che vedere con la matematica" come risposta alla domanda "Sei bravo in matematica?".

Tuttavia, nella voce ne del vocabolario Treccani si legge

Con valore più chiaramente pronominale, di ciò, di questo, di quello, in funzione di complementi diversi: non ne vedo la necessità; ne parlerò ai nostri soci; non saprei cosa farne; che cosa vuoi che ne faccia?; cercherò di farne a meno

e anche

assai frequente in luogo di un genitivo partitivo: mi piacciono questi dolci, vorrei prenderne ancora; non ce ne sono più; non ne vedo altre

Quindi, dovresti dire

No, non ne capisco niente

se quello che vuoi esprimere è "non capisco niente di tutto ciò che a che vedere con la matematica, di tutto quello che costituisce la matematica". Cioè, ne sostituisce un genitivo partitivo, come nell'esempio "non ce ne sono più".

Potresti usare anche un costrutto in cui ne ha valore genitivo partitivo dicendo, per esempio,

Ne capisco soltanto quello che ho imparato alla scuola elementare.

E, come ha menzionato @DaG nel suo commento, la particella ne si può anche usare con il verbo capire in espressioni come

non ne capisco il senso / il motivo / l'urgenza

e simili.

Se invece vuoi usare il verbo intransitivo pronominale intendersi, allora dovresti usare la particella "ne":

Come intr. pron., intendersi (di qualche cosa), avere cognizione diretta, esperienza e competenza in una disciplina, una tecnica, un’arte, una professione, ecc.: intendersi di letteratura, di storia, di pittura, di musica, di politica, di motori, di stoffe; intendersi poco, molto; di codeste cose non m’intendo affatto; lascia fare a me che me n’intendo.

Cioè, potresti dire

Sei bravo in matematica? No, non me ne intendo affatto

per esprimere "non m'intendo affatto di matematica".

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  • “Non ne capisco” non è particolarmente arcaico e neppure rarissimo. Oltre che usato con “niente/nulla/molto”, si può dire per esempio “non ne capisco il senso / il motivo / l'urgenza” e simili.
    – DaG
    Feb 14 at 10:26
  • Grazie mille, @DaG: risposta modificata :)
    – Charo
    Feb 14 at 10:41
  • 1
    Mi sembra che ora vada benone.
    – DaG
    Feb 14 at 10:54
  • 1
    Ebbene, @DaG, come diceva Dante: Nasce per quello, a guisa di rampollo, / a piè del vero il dubbio; ed è natura/ ch’al sommo pinge noi di collo in collo (Paradiso IV, 130-133). Grazie una volta in più!
    – Charo
    Feb 14 at 11:20
  • @DaG: Adesso mi sembra di aver capito meglio la questione. Secondo me, la differenza fondamentale è che "niente" (o "nulla") nella frase "non ci capisco niente" è avverbio ("niente" è avverbio e "ci" è pronome, vedi il mio ultimo commento sotto la domanda), mentre nella frase "non ne capisco niente" è pronome. È questo precisamente quello che difficoltava la mia comprensione perché in catalano abbiamo due termini diversi per "niente" avverbio e per "niente" pronome: "gens" e "res", rispettivamente. (Segue)
    – Charo
    Feb 15 at 10:42

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