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Nello specifico, ho un dubbio sulla seguente frase:

Non mi sembra che anche tu pianga per lui.

L'interpretazione che ne derivo è "mi sembra che anche tu non pianga per lui", o meglio, "mi sembra che neanche tu pianga per lui", che è forse meno elegante da leggere, ma in cui la negazione si sposta verso l'interno dal verbo "sembrare" all'azione subordinata. Tale interpretazione suggerisce che vi sia qualcun altro che non "piange per lui", e "tu" non sei da meno, al contrario dell'interpretazione più letterale che invece suggerisce che vi sia qualcun altro che "piange per lui", e "tu" invece no.

La mia domanda è: la frase così composta è corretta, e se sì, qual è la sua corretta interpretazione?

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  • 2
    A mio avviso, l'unica interpretazione possibile della frase così formulata è "a me non sembra che tu, a differenza di altri, pianga per lui".
    – secan
    Jun 1 at 13:13
  • Quindi quella più letterale. Mi piacerebbe sapere se è davvero l'unica, o magari può dipendere dal contesto. Edit: se è davvero l'unica, quale potrebbe essere una buona riformulazione per ottenere l'altra interpretazione?
    – giofrida
    Jun 1 at 13:16
  • 2
    Sempre secondo il mio parere personale, se si volesse veicolare il messaggio "anche tu (come altri) non stai piangendo per lui", bisognerebbe dare maggior rilievo ad "anche tu", mettendolo all'inizio della frase: "Anche tu non mi sembra che pianga per lui".
    – secan
    Jun 1 at 13:29
  • 1
    Poi, ovviamente, come sempre avviene nella lingua reale, le interpretazioni lasciano un po' tutte il senso che trovano, in assenza di un contesto.
    – secan
    Jun 1 at 13:31
  • 1
    Già, anche perché non è inusuale che "non mi sembra che" sia usato come una sorta di eufemismo per intendere "mi sembra che non". Il contesto dovrebbe chiarire l'intenzione del parlante.
    – secan
    Jun 1 at 13:43

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