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Mi ha sempre incuriosito il senso letterario di vago col significato di:

Leggiadro, bello, grazioso, o amabile, piacevole (con questi significato è di solito anteposto al sostantivo). Riferito a persona o ai suoi atti:

  • O vaghe montanine pasturelle, Donde venite sì legiadre e belle? (Sacchetti); Tre vaghissime donne a cui le trecce Infiora di felici itale rose Giovinezza (Foscolo).

Non riesco a trovarne l’etimologia. Treccani.it cita il latino “vagus” col significato di indeterminato, ma da dove deriva il senso di bello/piacevole?

vago¹ [dal lat. vagus "vagante, instabile; indeterminato"]

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  • Che possa derivare dall'arabo? (trovato qui come cenno etimo.it/?term=vago) Aug 25 at 21:25
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    @RiccardoDeContardi Onestamente è meglio ignorare qualsiasi cosa sia su etimo.it - le etimologie di Pianigiani sono fantasiose e di solito non supportate da niente più che una vaga impressione.
    – Denis Nardin
    Aug 28 at 7:29
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Penso che questo articolo dell'Enciclopedia Dantesca renda abbastanza bene l'idea.

Come hai trovato sul vocabolario Treccani, "vago" proviene dal latino vagus, che significa "vagante, instabile; indeterminato".

Come spiega l'articolo sopra citato, da questo significato deriva l'uso dell'aggettivo che comincia a farsi nel lessico medievale proprio del corteggiamento amoroso, in cui il senso di "vagante" farebbe riferimento al movimiento degli occhi, agli sguardi del corteggiatore sulla persona amata:

La Castellano ha ben chiarito come la diffusione di v. nell'italiano due-trecentesco tragga origine dal vocabolario del corteggiamento amoroso, spesso affidato, nel costume medievale, al muto linguaggio degli occhi e degli sguardi: una riprova indiretta della validità di questa tesi si ha anzi nel fatto che D., su 20 presenze complessive, usi v. nove volte in stretta correlazione con ‛ occhi ', o altri sostantivi di ugual significato, o con il verbo ‛ vedere '.

A un certo punto, comincia a usarsi l'aggettivo "vago" per descrivere le qualità delle donne capaci di suscitare questi "sguardi vaganti", come in questi versi Duecenteschi di Patecchio:

No se meta en vertue om de femena vaga: / çamai no n’issirà levement, o’ q’el vada.

Da qui deriverebbe il significato di "vago" come sinonimo di "bello, piacevole a vedersi, leggiadro, grazioso".

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