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Qual è la struttura sintattica più propria, 'sia ... sia' o 'sia ... che'?

Se sono entrambe appropriate, ci sono ragioni per scegliere l'una piuttosto che l'altra?

C'è un'infinità di casi possibili, ma al fine di esemplificare, considerate questo dialogo:

Giulietta: 'A me piacciono le pere, ma non le mele.'

Rosalinda: 'A me, invece, piacciono sia le pere [sia]/[che] le mele.'

Anche se non saprei spiegare il perché, ho l'impressione che Rosalinda dovrebbe usare 'che', quantomeno per contrastare meglio i suoi diversi gusti — le piacciono le pere che a Giulietta, al contrario, non piacciono — circa le pere.

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    Di solito preferisco il sia/che, trovo che evitare la ripetizione tenda a rendere la frase un po' meno pesante/pedante, ma ovviamente questo è solo un parere personale. – Matteo Italia Dec 8 '13 at 14:15
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    @MatteoItalia La ripetizione è invece la chiave per indicare la coordinazione; un po' come in a uno a uno, che molti, sbagliando, abbreviano calcisticamente in uno a uno. ;-) – egreg Dec 8 '13 at 20:11
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    Da cui il detto popolare "Ti prendo a sberle a due a due finché non son' dispari". – Roberto Dec 13 '13 at 14:22
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Sono corrette entrambe; diciamo che l'utilizzo del "sia...sia" è tradizionalmente più corretto in quanto l'uso del "sia...che" è entrato in auge dalla metà dell'Ottocento; prima, addirittura, il "sia" veniva coniugato ("siano...siano", "fosse...fosse") (Della Valle, Valeria, and Giuseppe Patota. Il salvaitaliano. Vol. 20. Sperling & Kupfer, 2000. pp.172-172). Alcuni sostengono che in particolari casi sia anche più univoca in quanto il "sia" ha molto spesso un valore coordinativo-aggiuntivo mentre il "che" può essere utilizzato come pronome oltre che come congiunzione. Per esempio:

I forum vengono utilizzati sia dagli italiani che hanno una lingua complicata e che non hanno una buona istruzione che dai giapponesi che hanno una scrittura molto difficile.

L'uso del "sia" potrebbe chiarire maggiormente il costrutto.

I forum vengono utilizzati sia dagli italiani che hanno una lingua complicata e che non hanno una buona istruzione sia dai giapponesi che hanno una scrittura molto difficile.

In realtà anche in questi casi mi sembra che il senso si riesca a carpire in entrambe le versioni, soprattutto se ci aiutiamo con le virgole!

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    Tra quelli che conducono una crociata contro il sia...che... citerei il correttore automatico di Microsoft Word. :-) – Mauro Vanetti Jan 15 '14 at 14:39
  • @Maruo Vanetti si sa che è un noto esponente dell'accademia della crusca! – G M Jan 15 '14 at 15:17
  • @G M ...mi sono messo a non usarlo più solo per non essere perseguitato dalle sue lamentele. – Mauro Vanetti Jan 15 '14 at 15:18
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Sono entrambi corretti, come dice G M. Io personalmente preferisco il "sia.. sia" perché lascia spazio ad aggiunte, mentre se uso il "sia... che" tipicamente dovrei terminare l'elenco ed ulteriori aggiunte stonerebbero.

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Non vedo differenze a parte la solita vecchia battaglia "prescrittivo" vs. "descrittivo". Oserei addirittura ipotizzare che con una ricerca mirata su Google si otterrebbero più "hits" di "sia ... che" rispetto all'altra forma.

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    Benvenuto su Italian.SE! Cos'è questo di "prescrittivo" vs. "descrittivo"? – Charo Jan 29 at 7:29
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    Grazie! "Prescrittivo" è il concetto di una grammatica fossilizzata e governata dall' opposizione "corretto" vs. "scorretto" senza vie di mezzo. Di solito chi lo stabilisce sono istituzioni (anche se la "Crusca" è più flessibile dell'"Académie" in Francia, per esempio) compresi i dizionari. "Descrittivo" si riferisce all'osservazione di cosa dicono i parlanti (presupposto necessario per l'evoluzione di qualsiasi lingua). Detta in soldoni, un insegnante di solito è prescrittivo, mentre un linguista non lo è mai, limitandosi ad analizzare e spiegare fenomeni basati su dati concreti. – Nico Jan 29 at 7:45
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    Può darsi visto che vivo all'estero da secoli... Tra l'altro non mi pare di aver scritto "i dizionari italiani" e "di solito" relativizza la proposizione seguente, come sicuramente saprai. Mi interesserebbe allora sentire la tua opinione riguardo a chi decida cosa sia "corretto" o "scorretto" in una lingua... – Nico Jan 29 at 8:12
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    A proposito di dizionari, ti cito il Treccani riguardo al lemma "piuttosto": "Improprio l’uso di piuttosto seguito da che con il sign. di «o», «oppure», per indicare un’alternativa". Ora, mi pare che "improprio" sia un giudizio. Questo uso di piuttosto è recente, vero, ma un linguista lo descriverebbe cercando di spiegare il perché e senza valutarlo. – Nico Jan 29 at 8:20
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    @Charo. Grazie. Mi chiedo solo quali sarebbero i criteri scientifici riportati in " il fatto è che ultimamente la RAE fa uso di metodi assolutamente scientifici per decidere quali nuove parole includere nel suo dizionario". – Nico Jan 29 at 8:39
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Si pensi alla frase "mangerei una mela: sia essa matura, sia essa acerba.". Dato che si esprimono due ipotesi, non possono essere entrambe vere, e il congiuntivo aiuta a indicarlo.

Contraendo la frase, salta fuori "mangerei una mela: sia matura, sia acerba.". Oppure "amo le mele, siano esse rosse o siano verdi": se contratta ancor più, perdendo il plurale, diventa "amo le mele, sia rosse sia verdi".

Se però, invece di una più o meno legittima abbreviazione, si usa un meccanismo diverso (che non so definire) e si dice "amo le mele, sia rosse che verdi", si genera un anacoluto. Per me quella particella "che" è inspiegabile, o spiegabile forse dicendo che è una congiunzione buona per tutte le stagioni.

Credo che il ragionamento sopra possa essere una spiegazione del fatto che la locuzione "sia... sia..." è ritenuta più corretta, o per lo meno più tradizionale, rispetto a "sia... che...".

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