1

Rileggendo il canto III del Paradiso dantesco, ho ritrovato queste terzine in cui Dante personaggio si rivolge a Piccarda Donati (grassetto mio):

      Ond'io a lei: "Ne' mirabili aspetti
      vostri risplende non so che divino
      che vi trasmuta da' primi concetti:
      però non fui a rimembrar festino;
      ma or m'aiuta ciò che tu mi dici,
      sì che raffigurar m'è più latino.

Il Grande dizionario della lingua italiana conferma (si vedano i numeri 7 e 10) che c'era un uso antico dell'aggettivo latino con il significato di chiaro, intelligibile o facile. Mi chiedo, però, da dove derivasse questo senso. Perché latino voleva dire facile o chiaro? Forse per contrapposizione al greco che era considerato come difficile o poco accessibile?

1 Answer 1

0

Credo, ma è una risposta provvisoria, che l'uso di latino nel senso di chiaro, limpido, non sia tanto legato alla contrapposizione con il greco, ma con il volgare.

È da ricordare che allora si poneva il problema del volgare, e del rapporto volgare-latino, che Dante trattò nel De vulgari eloquentia.

Il latino era la lingua dei dotti e la loro lingua scritta, e in quanto tale più stabile e affidabile, mentre il volgare come lingua parlata o usata in scritti di basso livello (ad esempio commerciali, giuridici), era più mutevole e incerto.

Qui un brano che contiene alcuni passi del Convivio di Dante, tratto dalla voce Latino della Enciclopedia Dantesca Treccani, che può chiarire alcuni aspetti del rapporto di Dante con il latino:

Ad ambito figurato simile rimandano gli usi, tipicamente danteschi, di Pd III 63 m'aiuta ciò che tu mi dici, / sì che raffigurar m'è più latino, in cui la voce vale " facile " (ma già Betto Mettefuoco Amore perché 55 " ègli così latino "; e G. Villani [XI 20] dice di papa Giovanni XXII che " assai era latino di dare udienza ", cioè " facile " a darla; il Parodi [Lingua 281] collega questo passo a quello di Cv II III 1 A più latinamente vedere la sentenza litterale...), e Rime CXIII 2 la voce vostra sì dolce e latina, ove si tende verso l'accezione di " limpida ", " chiara ".

La lingua latina. - Il I. è per D. lingua artificialis di fronte al volgare usuale (Cv I V 14 lo volgare seguita uso, e lo latino arte). Il pensiero dantesco sul rapporto l.-volgare e sulla maggiore importanza dell'uno o dell'altro è discusso. In Cv I V 7-14 il l. è detto sovrano... per nobilità... perché lo latino è perpetuo e non corruttibile, e lo volgare è non stabile e corruttibile... per vertù... con ciò sia cosa che lo latino molte cose manifesta concepute ne la mente che lo volgare far non può... per bellezza perché quello sermone è più bello ne lo quale più debitamente si rispondono [le parole; e più debitamente si rispondono] in latino che in volgare: e per nobilità s'intende la stabilità della convenzione, per vertù la capacità espressiva, per bellezza l'articolazione della struttura.[grassetto mio]

7
  • Può darsi che sia questa la spiegazione. Tuttavia, è quantomeno curioso che Dante usi latino in questo senso proprio nella sua Commedia, di cui lui stesso scriveva nell'Epistola a Cangrande della Scala: «Et per hoc patet, quod comoedia dicitur praesens opus. Nam [...] ad modum loquendi, remissus est modus et humilis, quia loquutio vulgaris, in qua et mulierculae communicant».
    – Charo
    Commented May 1 at 9:41
  • Nella traduzione di Angelo Jacomuzzi: «E per ciò è chiaro che la presente opera si dice Commedia. Infatti [...] al modo d'esprimere, è il modo piano e umile, perché lingua volgare in cui discorrono anche le donnette».
    – Charo
    Commented May 1 at 9:41
  • 1
    Ma infatti Dante è pro-volgare, e promuove un volgare letterario, se vedi nel De Vulgari Eloquentia, scritto per difendere il volgare, dice ad esempio Wikipedia "pur affrontando il tema della lingua volgare, fu scritto in latino in quanto rivolto principalmente ai dotti del tempo per mostrare loro la bellezza della lingua volgare nella loro lingua, appunto il latino." I pensiero di Dante sul volgare è complesso e vario, se vedi anche la voce della Treccani che ho linkato. it.wikipedia.org/wiki/De_vulgari_eloquentia Commented May 1 at 10:56
  • L'aggettivo latino avrà comunque poi preso vita propria, a prescindere dalle varie opinioni di Dante sul volgare nel tempo. Commented May 1 at 11:00
  • Le parti citate nella risposta sono dal Convivio, poi ci sono altre affermazioni dal Vulgari Eloquentia. Commented May 1 at 11:04

Your Answer

By clicking “Post Your Answer”, you agree to our terms of service and acknowledge you have read our privacy policy.

Not the answer you're looking for? Browse other questions tagged or ask your own question.