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In un tweet della Camera dei deputati si legge,

Domani alle 14 la ministra degli Esteri @FedericaMog riferirà alle Commissioni Esteri riunite sugli sviluppi della situazione in #Ucraina

Ritenete sia corretto usare il femminile la ministra? To me, it sounds strange.

E se mai avessimo un Presidente donna, dovremmo poi dire la Presidenta o la Presidentessa? E se no, quando queste parole devono essere declinate al femminile?

  • “se mai avessimo un Presidente donna”: di presidenti donna ce ne sono già numerose, per fortuna, anche in Italia, per esempio in enti e associazioni, e anche (e dai tempi di Nilde Iotti) in una delle camere del parlamento. – DaG Mar 3 '14 at 20:03
  • Sì, e ricordo anche Irene Pivetti, quale ulteriore importante esempio insieme a Nilde Iotti. – Kyriakos Kyritsis Mar 3 '14 at 22:14
  • Qualunque sia la risposta "corretta", parliamo di aspetti della lingua in rapida evoluzione, a causa dell'altrettanto rapida evoluzione della società. Colgo l'occasione per lanciare dottrice al posto di dottoressa :-) ... e visto che ci sono, faccio il tifo anche per avvocata – Walter Tross Mar 4 '14 at 13:34
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    ... sì, lo so, dottrice non avrà molto successo, ma ad avvocata ci tengo – Walter Tross Mar 4 '14 at 15:08
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    @Walter, esilarante, yes; in un mondo che tende alla parità di genere appare ridicolo aggiungere o creare distinzioni fra la forma neutra, cioè il maschile, e quella femminile. – Kyriakos Kyritsis Mar 4 '14 at 20:33
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Attenzione: “ministro” e “presidente” sono due casi molto diversi. Il primo è un normale sostantivo maschile, eventualmente passibile di femminile in “-a”; il secondo è etimologicamente un participio presente, e quindi è invariante al femminile.

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  • mah. Il participio di presiedere è presiedente, ho appena controllato sul De Mauro :-) – mau Mar 4 '14 at 9:46
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    @mau: Io scrivo le cose a ragion veduta. :-) Non ho detto che sia attualmente il participio di un verbo odierno, ho detto che lo è etimologicamente: “dal lat. praesĭdens -entis, part. pres. di praesidere «presiedere»” (Treccani, ovviamente). – DaG Mar 4 '14 at 10:19
  • 1
    Però la cosa che mi è sembrata strana è che la Treccani dice "s. m." e poi precisa "f. invar." mentre per esempio in dirigente dice "agg. e s. m. e f.". Non sono sicuro che la differenza di trattamento sia giustificata, forse sarebbe stato più corretto dire direttamente "s. m. e f.". – user193 Mar 4 '14 at 11:01
  • Presidentessa è sempre sbagliato? Mi pare che sia un termine ricorrente, principalmente in film americani o in fumetti giapponesi. (la presidentessa del club di XYZ) – Leggy7 Mar 4 '14 at 14:42
  • 1
    Aggiungerei per chi usa “presidentessa” che, se fosse una formazione regolare e accettabile, dovremmo dire anche “dirigentessa”, “componentessa”, “insegnantessa”... – DaG Mar 4 '14 at 14:56
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Secondo l'Accademia della Crusca si deve dire «la ministra», «la presidente».

Nota che «ministra» in lingua italiana esiste da sempre; «presidentessa» è usato quasi solo con tono scherzoso. Secondo la Treccani «presidente» è maschile e si applica anche per il femminile (ma DaG l'ha spiegato meglio: è originariamente un participio presente, quindi è invariante, sia maschile che femminile).

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  • "La Presidentessa" era il titolo di uno dei film salaci di Luciano Salce, a conferma dell'uso scherzoso del termine. – gotofritz Apr 13 '17 at 14:59
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Le regole dell'italiano sono abbastanza chiare, anche se l'uso le ha rese nebulose. Qui si tratta di rimuovere inspiegabili eccezioni, tra l'altro abbastanza recenti, visto che i ruoli di sindaco e ministro non sono aperti alle donne da molto - non dimentichiamo che è solo dal dopoguerra che le donne possono votare. Le regole generali (nota però che ci sono sempre eccezioni):

  • generalmente i nomi di professioni rispecchiano il genere
  • se la parola al maschile finisce con O, la versione al femminile finisce con A. Sempre. Non si capisce bene perché monaco / monaca, cuoco / cuoca, ma non sindaco / sindaca. È una presa di posizione anti-femminista, tutto qua. La Sindaca, la Ministra, vanno benissimo
  • se la parola finisce con la E
    • in alcuni casi si usa 'essa' per il femminile; bisogna controllare sul dizionario se questa variazione esiste. Per esempio dottoressa, campionessa
    • se finisce con 'tore', il femminile è 'trice' - direttrice, ispettrice, ma con eccezioni (questore / questora, revisore / revisora)
    • in tutti gli altri casi la parola è la stessa per entrambe le persone, la supplente, la presidente, la cancelliere, ma cambia l'articolo
  • se la parola finisce con la A al maschile, resta invariata al femminile singolare: la guardia, l'autista, l'atleta, ma poi cambiano le regole per il plurale (le guardie, gli atleti / le atlete)

EDIT aggiunto questora, revisora come suggerito da @DaG

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    Grazie per l'articolata risposta, ma potresti usare gli accenti corretti (“è”, non “é”), visto anche che questo è un sito dedicato alla lingua italiana? Per rimanere nel merito della questione, cito questo recente post di Vera Gheno, linguista della Crusca, sostanzialmente in accordo con questa risposta. – DaG Apr 11 '17 at 12:25
  • Visto che non sei in grado di cogliere le differenze nell'ortoepia italiana, scegli di sbagliare? Liberissimo, ma forse un sito in cui si viene per imparare o migliorare l'italiano non è la tribuna migliore per le tue idiosncrasie. E comunque complimenti per il garbo da lord inglese. – DaG Apr 13 '17 at 15:57
  • E tornando nel merito della faccenda, sei sicuro delle “regole” sulle parole che finiscono in “-e”? “Questrice” mi sembra poco usato, a favore invece di “questora” (fra chi adotta una forma femminile). E in ambito editoriale è usuale dire “revisora” come femminile di “revisore”. Potresti approfondire di più? – DaG Apr 13 '17 at 16:25
  • O forse le differenze sono così minuscole che mantenere due tipi di accenti per indicarle è solo un manierismo senza alcuno scopo pratico. Le lingue si evolvono, dopotutto. Questo é un sito dove si risponde a domande. In quanto ai tuoi due esempi sulla finale -e hai ragione, edito la mia risposta. – gotofritz Apr 13 '17 at 20:02

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