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Se entro in un supermercato di piccole dimensioni, perché non lo chiamo semplicemente "mercato"? Non è contro senso chiamarlo "piccolo supermercato"?

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Se entro in un supermercato di piccole dimensioni, perché non lo chiamo semplicemente "mercato"? Non è contro senso chiamarlo "piccolo supermercato"?

Il prefisso 'super' non si riferisce alla grandezza. Fino agli anni settanta le licenze comunali per le 'botteghe' o 'negozi' erano rigidamente regolate: la 'latteria' poteva vendere solo latte, fino agli anni '50 (nel '53 Roma ebbe una delle prime 'centrale del latte'), il vinaio o 'cantina' vendeva vino e olio, la 'drogheria' (fino agli anni '50) e poi 'salumeria' poteva vendere salumi etc., il 'fruttivendolo' ancora oggi può vendere solo frutta, ortaggi edi recente succhi di frutta etc.

Negli anni sessanta si cominciò a concedere deroghe limitate, aggiungendo qualche articolo industriale collegato al settore merceologico. Se si eccedeva si veniva multati dai 'vigili urbani' che pattugliavano le strade e controllavano che venisse rispettato rigorosamente l'orario di chiusura (alle 8:30 d'estate) e alle 8:40 già fioccavano le multe.

Negli anni settanta e ottanta si adeguò la normativa allo stile europeo ed americano, permettendo ai negozianti al dettaglio di vendere ogni genere di merci (con il self-service) ma mancava un termine adeguato, quelli con una licenza più ampia provarono a metter l'insegna 'alimenti', 'alimentari', ma non potevono vendere, ad esempio i detersivi, chi poteva farlo usavano un vecchio termine 'emporio'. Dall'altro canto c'erano i 'grandi magazzini' ( da prima della guerra), tra cui la mitica STANDA (che fu la prima, solo a Milano, però, nel'60 a sperimentare il self-service) che vendevano di tutto tranne gli alimentari. Solo in seguito, come certo sapete, hanno avuto il permesso di vendere ortofrutta. Dapprima si diffusero le insegne straniere 'self-service', 'supermarket' (che erano anche piccolissimi), poi hanno recuperato le forme italiane:

  • supermercato vende di tutto (dall'inglese)
  • superette (dal francese) è un supermercato che ha anche un angolo con un 'salumaio' che affetta mortadella, provolone, etc su richiesta del cliente. Praticamente una salumeria allargata, un mini-market
  • ipermercato, questo sì è un grande supermercato
  • mercato (comunale) è tutta un'altra cosa: uno spazio (chiuso o all'aperto) che viene concesso ai venditori ambulanti tutti i giorni
  • mercatino può essere o un mercato rionale aperto una volta alla settimana, o uno privato
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  • 3
    Interessante. Comunque superette non l'avevo mai sentito. I supermercati col salumaio li ho sempre chiamati supermercati e basta... Cercando su google e specificando la lingua italiana, con supermercato vengono fuori 11 milioni di pagine, con superette 50000. Sep 24 '14 at 8:46
  • 7
    Dove si usa superette? Non l'ho mai sentito.
    – egreg
    Sep 24 '14 at 10:59
  • 2
    Ottima risposta! Apparentemente le superette sono diffuse in piccoli paesi o quartieri cittadini, «dove il servizio ha un peso maggiore e si crea un rapporto di familiarità con la clientela».
    – user193
    Sep 24 '14 at 12:32
  • 2
    bobie, ottima risposta, bravo. Comunque ho cancellato i commenti off-topic sotto. bobie, @randomatlabuser, DaG, se davvero volete continuare questa discussione, potete farlo in chat, ma per favore, state cortesi e gentili.
    – I.M.
    Sep 25 '14 at 13:56
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Perché si tratta di esposizioni e vendite di merci organizzate in maniera significativamente diversa:

Mercato:

  • Riunione di venditori e compratori in luoghi e tempi fissi: il m. settimanale; il luogo generalmente all'aperto deputato a tali scambi commerciali; fiera: m. del bestiame; andare al m. || m. all'ingrosso, quello in cui si vendono esclusivamente in grandi quantità merci per il commercio al dettaglio | m. generali, nelle grandi città, quelli in cui si raccolgono beni di consumo provenienti dalla produzione, da smistare ai m. al minuto | m. delle pulci, quello in cui si vendono oggetti vecchi o usati.

Supermercato:

  • Vasta struttura organizzata per la vendita di prodotti, soprattutto alimentari e domestici, in cui il cliente si serve da solo pagando l'importo totale alle casse poste all'uscita.
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perché in "supermercato" il senso originale della parola "super" si è perso (ma anche quello di "mercato", in un certo senso). Per indicare un "piccolo supermercato" si usano così prestiti da altre lingue, come "minimarket" e "superette".

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