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Leggendo questo post ho imparato che il plurale di principio si può scrivere principî. È stata una sorpresa per me scoprire l'esistenza di accenti circonflessi in italiano: non li avevo mai visti prima. Leggendo il vocabolario Treccani a proposito di quest'altro post, ho trovato un altro esempio di vocabolo con un accento circonflesso:

Assicurare l’avvenire ai proprî figli.

Si tratta in questi due casi del plurale di parole finite in -io. Ci sono altri usi dell'accento circonflesso nella lingua italiana? L'uso di tale accento è piuttosto declinante?

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Nell'italiano standard contemporaneo l'accento circonflesso è pressoché scomparso, usato in certi testi che tengono molto all'ortografia classica (come appunto il dizionario Treccani) e altrove al massimo per risolvere certe ambiguità, come il già citato principi/principî, assassini/assassinî (plurali di assassino e di assassinio), geni/genî (plurali di gene e di genio) e alcuni altri. Nella pratica, spesso anche questi si omettono e si usa la grafia alternativa in -ii, o semplicemente ci si affida al contesto.

In altri tempi l'accento circonflesso veniva usato in italiano anche per altre contrazioni, come “tôrre” per “togliere”, soprattutto in ambito poetico dove queste contrazioni erano utili a fini metrici.

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    A complemento della risposta, la differenza non è solo ortografica: in linea di principio principi e principî sono due parole con una pronuncia leggermente diversa. La "i" finale è, nel secondo caso, leggermente più lunga e semivocalica. – Giovanni Mascellani Oct 1 '14 at 20:24
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    Cioè? Sembra tu stia dicendo che c'è pure una via di mezzo tra le pronunce i e ii. Che evidenza c'è che possa sostenere questo fatto? Sono curioso. Grazie. – John Sonderson Jan 21 '15 at 2:24

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