3

Forse dipende dal mio orecchio non abituato, ma secondo voi i romani usano raddoppiare la 'b' in parole come 'robba', 'nubbi', 'vibbra' e altre ancora o, appunto, è solo una mia impressione?

3
  • 3
    C'è da chiederlo? :-) – DaG Nov 28 '14 at 8:04
  • @DaG È che quando sento le previsioni del tempo alla Rai, dove si parla di 'nubbi', non riesco a non piegarmi in due per i crampi. – Elberich Schneider Nov 28 '14 at 8:33
  • 1
    Questo mi dispiace molto, ma forse più che questo dovresti consultare un sito di gastroenterologia. :-) – DaG Nov 28 '14 at 12:12
4

Molti raddoppiamenti intervocalici sono tipici del dialetto romano e della varietà romana dell'italiano (e di conseguenza spesso anche della pronuncia romana dell'italiano standard).

La migliore illustrazione è data dai sonetti del Belli, in cui abbondano “giubbileo”, “subbito”, “abbitava”, “abbati” (e anche all'inizio della parola, specie dopo una vocale: “cquanno bbutta”, ma anche isolatamente: “Bbravo!”).

8
  • 6
    Giuro che ho sentito la seguente conversazione per strada a Roma: «Ahò, ma ebbete co' qquante bbi se scrive?» «Co' ddu bbi, si nun vado erato» – Walter Tross Nov 28 '14 at 14:01
  • 1
    In romanesco si scrive senz'altro co' du' bbi! (E, giustamente, le erre si scempiano: tera, guera, erore etc.) – DaG Nov 28 '14 at 14:38
  • 2
    (E fatemi fare per un attimo il pedante. Vi ricordo che i dialetti non sono versioni sbagliate di un'altra lingua: sono lingue che non si sono affermate a livello nazionale. Come si suol dire, «una lingua è un dialetto con un esercito e una marina». Quello che semmai è “sbagliato” – ma bisogna sempre stare attentissimi a parlare di “errori” in linguistica – è pensare di parlare italiano standard quando invece si manifestano influenze locali.) – DaG Nov 28 '14 at 14:42
  • 1
    @martina: Non usavo lingua in un senso specifico contrapposto a dialetto, anzi: intendevo proprio che tutti gli idiomi, varianti l'uno dell'altro, parlati in una nazione hanno un'uguale dignità, e sono solo gli eventi storici che ci fanno sentire uno come più corretto o di maggior prestigio, mentre gli altri possono suonare come storpiature. E non era certo un rimprovero a Walter, di cui ho anche upvotato il commento. – DaG Nov 29 '14 at 15:21
  • 2
    @martina (2): Quanto al resto, anche se meno macroscopiche di altri dialetti/varianti, anche il romanesco ha le sue peculiarità morfologiche (una per tutte: le desinenze differenziate per i verbi alla 1ª persona plurale -amo, -emo, -imo, anziché tutte in -iamo) e sintattiche, e non solo lessicali. Prova a prendere qualche sonetto del Belli e a trasformarlo esclusivamente dal punto di vista del lessico (cioè al posto di “bbono” metti “buono” etc.), e vedi se viene fuori italiano standard. :-) – DaG Nov 29 '14 at 15:25

Your Answer

By clicking “Post Your Answer”, you agree to our terms of service, privacy policy and cookie policy

Not the answer you're looking for? Browse other questions tagged or ask your own question.