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L'espressione a vanvera è molto comune e significa:

  • a casaccio, senza riflettere, ed è usata soprattutto nell'espressione: parlare a vanvera.

Secondo Ngram la locuzione ha cominciato a diventare sempre più usata dall'inizio del 1800. Altre fonti la fanno risalire al XVI secolo.

Sull'origine di questo modo di dire ci sono varie ipotesi, una di queste molto curiosa:

  • 1) Alcuni riconducono l'etimologia di vanvera all'antico lemma onomatopeico fanfera dal suono fan-fan (da cui fanfarone = chiacchierone, spaccone, sbruffone, millantatore).

  • 2) Altro etimo, dallo spagnolo bambàra dall'omonimo gioco di carte, a sua volta da bambarria che nel gioco del biliardo indica un tiro sbagliato ma casualmente vincente. Per cui, chi parla a vanvera è colui che parla a casaccio, diremmo con una perifrasi moderna, chi utilizza le labbra senza connetterle col cervello...

  • 3) Una meno diffusa ma non meno interessante etimologia del termine vanvera riconduce l'etimo ad uno strumento in uso nel Seicento presso i Veneziani che era chiamato appunto vanvera: si trattava di un contenitore per i gas intestinali utilizzato da chi soffrisse di meteorismi incontrollabili, che permetteva di scaricare, anche in pubblico, ed immagazzinare momentaneamente tali miasmi un un sacchetto di pelle, e di scaricarli successivamente, una volta non in presenza di altre persone!

Quale tra queste, o eventualmente altre, potrebbe essere la più affidabile origine di questo termine curioso ma molto comune?

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    Sarei proprio curioso di sapere da dove quel sito ha preso la terza ipotesi (o se l'hanno tirata fuori un po' a vanvera...). – DaG Feb 8 '15 at 22:56
  • @DaG - la vanvera veneziana sembra essere una cosa che veniva effettivamente usata: merdasser.it/La%20vanvera/La%20vanvera%20it.htm – user519 Feb 8 '15 at 23:24
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Questa fonte sembra concordare con la prima ipotesi. Ma quest'altro libro del 1840 afferma che il modo avverbiale "a vanvera" è anche detto "a bambera" e "a fanfera". Il vocabolario Treccani conferma che "bambara" è un gioco di carte e che si tratta di una parola proveniente dallo spagnolo "bambarria" ("tiro sbagliato ma fortunato" nel biliardo).

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Il Dizionario etimologico online pare concordare con la tua prima ipotesi. Le altre due sono interessanti (specialmente la terza) ma credo la prima regga senza bisogno di folklore.

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