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So che a volte si deve scrivere un verbo all'infinito senza la "e" finale. Per esempio, scrivere

Cerca di calmarti per poter pensare con chiarezza

invece di

Cerca di calmarti per potere pensare con chiarezza.

Non riesco a capire però quale sia la regola a seguire in queste situazioni. Quando si deve togliere la "e" finale di un verbo all'infinito?

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    Non è obbligatorio, semplicemente è una questione di fonetica. In certi casi senza la "e" suona meglio. E comunque non riguarda solo l'infinito: siam tornati etc. – persson Feb 12 '15 at 8:54
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    È facoltativo, come detto, ma riguardo ai servili all'infinito, per sensibilità personale, se un servile è da solo non lo tronco mai (volere è potere, il dovere di parlar chiaro), se è normalmente seguito da un altro verbo lo tronco sempre. – Kokoroatari Feb 12 '15 at 10:26
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Il troncamento del doppio infinito è sempre facoltativo e infatti in alcune regioni è considerato troppo affettato:

La categoria lessicale in cui il troncamento si presenta più diffusamente è quella del verbo. Tra una forma verbale e la parola successiva il troncamento può verificarsi, purché le due parole siano strutturalmente vicine, e quindi appartengano allo stesso gruppo intonativo. Questo è il caso, ad es., di parlar chiaro, vuol fare, andiam bene, venivan tutti. [...] Il fenomeno è invece scarsamente diffuso nelle regioni centromeridionali, in cui compare comunemente solo in espressioni cristallizzate nell’uso, come vuol dire, si suol dire, ma è per il resto piuttosto raro e da molti percepito come caratteristica di un parlato ricercato.

Fonte: Treccani Online

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È un troncamento "facoltativo", si toglie l'e (e non solo! :)) per far "suonare" la medesima parola di tono più "bello, elegante, musicale, sonoro", tuttavia, non è obbligatorio. :D.

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