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Tenendo conto del fatto che sono una donna, quale tra queste due frasi sarebbe la scelta giusta?

  • Cerco di avere molta pazienza con i miei alunni e di essergli vicino.

  • Cerco di avere molta pazienza con i miei alunni e di essergli vicina.

Ho letto questa risposta, ma non è chiaro a me se in questo contesto se si debba usare l'aggettivo o l'avverbio.


Aggiornamento:

Leggendo i commenti al Canto XXIX dell'Inferno di Dante Alighieri da due fonti diverse, ho trovato degli esempi interessanti sull'uso di "vicino" e "vicina" per esprimere la stessa idea:

  • È qui riassunta la mitica pestilenza di Egina, isola vicino ad Atene, [...]. (Bianca Garavelli, BUR).
  • Egina: isoletta vicina ad Atene, che [...]. (Anna Maria Chiavacci Leonardi, Einaudi).
  • Un piccolo remark su una cosa che la maggior parte degli Italiani che conosco sbaglia: se sei vicina a più persone, non gli sei vicina, sei vicina loro. – laureapresa Mar 14 '15 at 7:25
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    @writingthesis: Perché "essergli vicina" non è corretto e si deve dire "esser loro vicina"? – Charo Mar 14 '15 at 8:32
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    Perché è un pronome personale complemento. "Sono vicina al mio alunno" = Gli sono vicina. "Sono vicina alla mia alunna" = Le sono vicina. "Sono vicina ai miei alunni" = Sono vicina loro/ sono loro vicina. Usare "gli" invece di "loro" si sente sempre di più ma è ufficialmente scorretto. Come dicevo, comunque, la maggior parte degli Italiani che conosco (me incluso) lo sbaglia. – laureapresa Mar 14 '15 at 8:37
  • 2
    @writingthesis: I miei libri di grammatica ammettono gli come forma atona della terza persona plurale del pronome personale complemento di termine. – Charo Mar 14 '15 at 13:48
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    Nel libro Grammatica e pratica della lingua italiana per studenti stranieri di Federica Colombo (edizioni ELI) appare questo esempio: "Ho parlato con Cristina e Mario, gli ho chiesto se stasera vogliono venire a cena da noi." // "Ho parlato con Cristina e Mario, ho chiesto loro se stasera vogliono venire a cena da noi." – Charo Mar 14 '15 at 13:49
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Io direi, nel tuo caso, vicina.

I commenti sembrano dare una buona spiegazione:

Quando si ha essere + vicino , hai un predicato nominale, quindi coniughi l'aggettivo

Sono sempre vicina ai miei alunni nel momento del bisogno.

Altrimenti, ad esempio quando hai un verbo di movimento, usi vicino come avverbio, da solo o per formare una locuzione preposizionale:

Se vai troppo vicino alla porta scatta l'allarme

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Il dubbio che si espone nella domanda è quello della scelta tra

essere vicina (aggettivo) agli alunni

oppure

essere vicino (avverbio) agli alunni,

frase in cui si sta infatti usando la locuzione preposizionale "vicino a".

Questo articolo dell'Accademia della Crusca dà la seguente spiegazione al riguardo (grassetto mio):

«L'alternativa è tra aggettivo, quindi concordato col sostantivo a cui si riferisce, e tra locuzione preposizionale (vicino a, lontano da), invariabile in numero, genere e grado: è dunque errato dire «più vicino a quelle occidentali», con un comparativo possibile solo con aggettivi e avverbi. Di là da questo caso specifico, l'italiano offre da sempre possibilità di scelta, con una certa preferenza (non con l'obbligo) per l'aggettivo in presenza della copula: «abito in una città vicino a Roma» / vicina a Roma»; «Tivoli è una città vicina (ma anche vicino) a Roma». Per documentare l'antichità dell'alternativa, basteranno alcuni esempi dei secoli XIII-XVI, attinti dal serbatoio della LIZ (Letteratura italiana Zanichelli, a cura di P. Stoppelli e E. Picchi, Bologna 2001). Con l'aggettivo: «Pisa è vicina a Firenze a miglia XL» (Compagni), «altre frontiere vicine a quel luogo» (Villani), «la placata dea, ch'era lontana / da lor benivolenza» (Alberto della Piagentina), «imperò che [questi uomini] non sono molto lontani da terra» (Manerbi). Con la locuzione preposizionale: «nelle città vicino a loro vista» (Villani), «in una sua villa quattro miglia vicino a Roma» (Boccaccio), «da una parte della sala assai lontano da ogni uomo con la donna si pose a sedere» (Boccaccio), «ad Aversa, dieci miglia lontano da Napoli» (Vasari).

Quindi, nella frase della domanda, tutte e due le alternative sono corrette. Tuttavia, la presenza del verbo copulativo "essere" fa che ci sia una certa preferenza per l'aggettivo "vicina":

Cerco di avere molta pazienza con i miei alunni e di essergli vicina.

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    Al mio orecchio, “essere vicino agli alunni” indica presenza fisica, mentre “essere vicina agli alunni” può indicare vicinanza astratta. – egreg Apr 30 at 12:04
  • Interessante, @egreg: può darsi che sia così. – Charo Apr 30 at 12:37
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Teoricamente, poiché il complemento oggetto sarebbe "alunni" dovrebbe essere "Cerco di avere molta pazienza con i miei alunni e di esser loro vicini."

Tutto questo, ovviamente, se hai intenzione di usare "vicino" riferito agli alunni.

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  • @Charo che* cerco* – laureapresa Mar 13 '15 at 18:25
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    @writingthesis: Grazie! Adesso correggo il mio commento. – Charo Mar 13 '15 at 18:44
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    Sono io che cerco di essere vicina o vicino agli alunni. – Charo Mar 13 '15 at 18:45
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    Vorrei far notare che "Cerco di avere molta pazienza con i miei alunni e di esser loro vicini" è una frase priva di senso – gd1 Mar 13 '15 at 20:59
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    Io userei "Cerco di avere molta pazienza con i miei alunni e di esser loro vicino/a" a seconda del mio sesso. – Andrea Antonangeli Mar 14 '15 at 17:32

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