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Leggendo questo post, sono stata stupita da queste frasi

Mi piacciono i dispetti

Mi piace quando mi fanno i dispetti

che vengono proposte come possibili traduzioni dell'inglese

I like when I am teased.

Se ho capito bene la spiegazione del post, in questo contesto i "dispetti" sarebbero certi scherzi piuttosto infantili. È così?

Ho cercato la definizione di "dispetto" nel vocabolario Treccani e ho trovato questa accezione:

2. Atto compiuto espressamente e con malignità per far dispiacere altrui, per irritare o procurare danno: fare un d., dei d.; ricevere un d.; l’ha detto solo per fare un d. a me. Anche, il sentimento, l’intenzione per cui l’atto si compie: l’ha fatto per d. (talora, lo stesso che per ripicca); pare che faccia per d. a non capire. Riferito a fatti, eventi, circostanze, la locuz. per d. è spesso adoperata come inciso: io lo so, ma, per d., non te lo dico; e con sign. attenuato: finalmente il salto gli riuscì, ma proprio in quel momento, per d., non c’era nessuno a guardarlo; quante volte, tornandoci sopra,... gli venivano in mente, quasi per d., parole che tutte sarebbero state meglio di quell’insulso ‘si figuri!’ (Manzoni).

Leggendo tutto questo, a me non sembra che si tratti proprio di scherzi, ma invece di cose abbastanza serie. Potreste spiegarmi il significato di "dispetti" nelle frasi precedenti?

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Nel contesto del comportamento infantile (e anche di rapporti amichevoli tra adulti), il dispetto è un atto volto a infastidire ma senza intenzioni malevole: è piuttosto, come ha intuíto, qualcosa che si fa per amor di scherzo. Si veda la definizione del Sabatini-Coletti:

Azione che ha il solo fine di infastidire qlcu., dettata da malignità, o, al contrario, da un'intenzione scherzosa

C’è però una differenza semantica rispetto a scherzo: se chi scherza si prende gioco di qualcuno, chi fa a un’altra persona un dispetto le dà noia in maniera scherzosa, ma non cerca di beffarla, facendole credere ciò che non è.

La parola dispetto, nella sua connotazione scherzosa, si applica molto piú spesso ai bambini che agli adulti.

A conferma dell’affinità semantica — ma, si badi, non dell’equivalenza — tra scherzo e dispetto, ecco una possibile traduzione italiana della celebre domanda posta dai bambini alla vigilia di Ognissanti (Halloween), «treat or tricks?», cosí come la riporta il quotidiano Corriere della Sera in un suo articolo del 31 ottobre 2000:

Treats or tricks, dolcetti o dispetti? Secondo il cardinale Carlo Maria Martini, più che altro si tratta di dispetti, un brutto scherzo che stiamo giocando alla nostra cultura […].

Nell’uso prevale «dolcetto o scherzetto?», ma quest’alternativa (decisamente minoritaria) rende bene l’idea della natura bambinesca degli scherzetti e del loro scopo di dar noia, per scherzo.

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    Tutto giusto, tranne che il fatto che per trick or treat mi è capitato solo di sentire “dolcetto o scherzetto”, e quindi quanto meno non possiamo considerare l'altra versione come la traduzione italiana. Per il poco che vale, Ngram Viewer non conosce le due locuzioni, ma una normale ricerca con Google dà più di 200.000 risultati con “dolcetto o scherzetto” e 121 con “dolcetto o dispetto”. – DaG Apr 28 '15 at 8:39
  • @DaG È vero. Correggo la con una. Grazie. – Ferdinand Bardamu Apr 28 '15 at 8:51

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