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Stavo discutendo oggi riguardo una canzoncina svedese per bambini, che fa

En kulen natt, natt, natt min båt jag styrde på havets vågade, vågade våg så skummet yrde. Och vart jag sågade, sågade, såg på havets vågade, vågade, våg långt ner i djupetti, petti, pe en fisk jag såg, och det var du...

Mi è stato detto che le ultime due frasi si traducono in italiano, letteralmente, con

ho visto un pesce, e questo era tu

Ora, il punto della discussione è stato: nella frase finale il soggetto è "questo", predicato è il verbo essere alla terza persona e complemento oggetto è il "tu". Sia in italiano che in svedese però esiste una particella apposita per i complementi: te/dej. In italiano frasi simili si pongono sempre con soggetto la seconda persona, e la traduzione non letterale sarebbe quindi

ho visto un pesce, ed eri tu

Questa traduzione aggira il problema, perciò la domanda resta: quale frase è corretta?

Sia "questo era tu" che "questo era te" suonano così strane, ma suppongo esista una forma corretta per usare il verbo essere alla terza persona con complemento una seconda persona.

  • 3
    Ma nella frase “questo era tu”, “tu” non è un complemento oggetto. “Essere” non è un verbo transitivo. (In “Io sono Daniele”, “Daniele” non è un oggetto, mica sto dicendo che mangio, o amo Daniele.) “Ho visto un pesce, ed eri tu” mi sembra l'unica traduzione possibile, fra quelle proposte; non è che si aggiri il problema, è che “questo era tu/te” non è italiano. – DaG Nov 12 '15 at 9:33
  • Evidentemente mi sono perso nell'analisi della frase: visto che "tu" non è il complemento oggetto, che ruolo copre nella frase? Se la ribaltiamo "tu eri il pesce" , il pesce cos'è? – Federico Bonelli Nov 12 '15 at 10:12
  • 2
    Il pesce nel tuo esempio è una parte del predicato nominale (eri il pesce) che si chiama "nome del predicato". L'altra parte (eri) si chiama "copula". Il verbo essere (e altri verbi quando sono usati in senso simile) non è come gli altri. – Mauro Vanetti Nov 12 '15 at 11:44
  • @MauroVanetti mi ha risparmiato la fatica di rispondere. :-) Aggiungo, per chi ha un'infarinatura di latino (anche se i confronti tra fenomeni simili in lingue diverse vanno sempre presi con un granello di sale), che lì la differenza tra complemento oggetto e nome del predicato è particolarmente evidente, perché il primo si esprime con un accusativo (“si vis pacem para bellum”), mentre il secondo con un nominativo (“tu es Petrus”). – DaG Nov 12 '15 at 15:44
  • Ben detto @DaG, del resto tu / te sono proprio il nominativo e l'accusativo di tu in latino, arrivati pari pari in italiano. Le forme diverse dei pronomi personali secondo la funzione grammaticale sono proprio gli unici residui in italiano (come in altre lingue romanze) dei casi latini. – Mauro Vanetti Nov 12 '15 at 17:22
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La traduzione proposta inizialmente è inequivocabilmente sbagliata:

Ho visto un pesce, e questo era tu.

A parte l'uso insolito di "questo" (sembra un anglicismo), le uniche traduzioni giuste prevedono che si usi la seconda persona singolare, per esempio:

Ho visto un pesce, e il pesce eri tu.

Grammaticalmente il soggetto è tu e per questo il verbo si coniuga così. Non è proprio la stessa cosa dire tu sei il pesce oppure dire il pesce sei tu, ma se per indicare l'enfasi si usa l'ordine delle parole grammaticalmente tu assorbe sempre il predicato, così come farebbero io, noi o voi. Si tratta di una anomalia, probabilmente dovuta soltanto al fatto che sentire ...era tu o ...è io suscita un senso di errore di coniugazione anche quando a logica dovrebbero essere ammissibili, ma una lingua viva non funziona a logica.

Un caso interessante, che dimostra che il problema è proprio evitare quella discordanza apparente, è

Tu sei me.

Si usa questa espressione, che non ha senso perché il verbo essere non è transitivo e quindi non vuole complemento oggetto, pur di evitare entrambe le inascoltabili alternative:

Tu sei io.

Tu sono io.

Scegliere fra questi due orrori sarebbe impossibile e si adotta la soluzione che taglia la testa al toro, pur sacrificando la razionalità grammaticale.

Dove non c'è via di scampo si cede e si sceglie a caso:

Voi siete noi.

Noi siamo voi.

Voi siamo noi.

Noi siete voi.

  • è una buona risposta, grazie, ma ci sono delle parti che non mi convincono moltissimo ancora. Il "tu sei me" e "io sono te" sono scorretti, ma usati, c'è qualche fonte autorevole che ne dichiara l'anomala correttezza? – Federico Bonelli Nov 12 '15 at 14:36
  • 1
    Hmm... Non li definirei "scorretti ma utilizzati": sono l'unico modo per dire quella frase in italiano, il che vuol dire che sono un'eccezione o qualcosa del genere, ma giusti. Diresti forse tu sei io? – Mauro Vanetti Nov 12 '15 at 15:07
  • Comunque ecco un fatto interessante: online non trovo niente su tu sei me. Niente niente. – Mauro Vanetti Nov 12 '15 at 15:40
  • 4
    Scrive Serianni (VII.10): «Talvolta si usano le forme oblique me e te anche in funzione di soggetto: ... c) Quando hanno funzione predicativa e il soggetto è diverso: “io non sono te”, “uno che [...] vuole esser me in ogni cosa” (Caro, Lettere familiari); se il soggetto è lo stesso i pronomi restano io e tu: “se io non fossi io, cioè il poeta (come mi chiamano) della democrazia” (Carducci, Prose, 869-870). ...» – DaG Nov 12 '15 at 15:52
  • Bel colpo! L'esempio io sono io mi sembra confermare proprio quello che pensavo: questa eccezione serve proprio a evitare le brutture sono tu e sei io ecc. che il nostro orecchio rifiuta perché li prende per errori di coniugazione. Con io sono io la bruttura non c'è e quindi tutti contenti. – Mauro Vanetti Nov 12 '15 at 17:26
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La frase "questo era tu" è decisamente sbagliata: innanzi tutto il pronome da usare è te e non tu in quanto il soggetto del predicato nominale è il pesce.
Quando il predicato nominale indica una relazione di identità, inoltre, si preferisce sempre usare la prima e la seconda persona invece della terza; dato che questa relazione è simmetrica, sul piano logico non ci sono differenze.
Io sono quel pesce oppure quel pesce sono io, invece di quel pesce è me.
Tu sei quel pesce o quel pesce sei tu, invece di quel pesce è te.
Dunque direi che è melgio tradurre: "e quel pesce eri tu" "e quello eri tu" oppure "ed eri tu". L'ultima traduzione è senz'altro migliore anche dal punto di vista musicale.

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    Fermi tutti: qui abbiamo il verbo essere quindi non c'è nessun complemento. Io sono Mauro = soggetto (io) + predicato nominale (sono Mauro). Predicato nominale = copula (sono) + nome del predicato (Mauro). – Mauro Vanetti Nov 12 '15 at 11:42
  • @MauroVanetti grazie per avere segnalato l'errore, correggo la risposta, anche se ormai mi sono meritato un voto negativo! – CasaMich Nov 13 '15 at 7:05
  • Ma i voti cambiano... ;-) – Mauro Vanetti Nov 14 '15 at 22:33

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