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Nel romanzo Non so niente di te di Paola Mastrocola, pubblicato da Einaudi, ho letto (il corsivo è mio):

Contratta sulla sedia peggio di un merluzzo essicato, Gheri non aveva proferito mezza sillaba, non aveva mosso mezzo muscolo facciale. In compenso, proprio mentre la zia canterina si esibiva, s'era alzata da tavola di botto, senza chiedere permesso. Ed era tornata poi ancora piú intrufagnita, se possibile, piú scura, intorbidata, aggrovigliata.

Ho cercato il significato di "intrufagnito", ma non l'ho trovato. Dal contesto, immagino che abbia qualcosa a che vedere con "essere di cattivo umore". Me lo potreste spiegare?

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    Secondo me, 'sta scrittrice è una cui piace condire i periodi di parole inutili. Forse, così, crede di sfoggiare maggior talento. Dec 16 '15 at 11:24
  • 2
    Come nell'altra tua domanda sul "babacetto", sembra che la scrittrice faccia uso di termini di origine dialettale. Questo in particolare non si trova nei dizionari dialettali. Tieni conto che i dialetti in Italia hanno moltissime varianti locali, a volte i termini possono essere diversi da paese a paese per cui è difficile che siano registrati tutti. È lo stesso in Spagna?
    – user519
    Dec 16 '15 at 13:17
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    @Elberich: Se non ti piace, sei completamente libero di non leggere i libri di questa scrittrice. Se è come dice Josh61, sono davvero contenta perché questa lettura mi dà l'opportunità di "ascoltare" un po' dell'italiano che si parla a Torino.
    – Charo
    Dec 16 '15 at 15:23
  • 1
    @Charo - I dialetti in Italia sono molto importanti da un punto di vista culturale, e famose opere letterarie sono in dialetto (il teatro di Goldoni ad esempio). L'uso di termini dialettali nella lingua italiana è comune e alcuni termini sono noti a livello nazionale. Mi viene in mente la 'sola' romana, ma ce ne sono molti altri. Se a questo unisci il fatto degli 'inglesismi' il risultato e' un interessante "melting pot' :)
    – user519
    Dec 16 '15 at 15:29
  • 2
    @DaG - questa lista di termini dialettali è quanto sono riuscito a trovare: protorino.altervista.org/pdf/piemontese-base.pdf . È stata utile per il termine 'babacetto', ma non trovo nulla su questo, che a me sembra una storpiatura o un uso locale di qualche altro termine.
    – user519
    Dec 17 '15 at 16:55
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Pur essendo di Torino, non conosco questo termine. Sicuramente "suona" piemontese (in dialetto sarebbe " 'ntrufagnì "), e che ad orecchio lo renderei in italiano con "ingrugnito". Si tratta di un termine che, anche se inesistente o desueto, evoca comunque l'idea dell'espressione ingrugnita a chiunque conosca il dialetto piemontese.

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  • Potrebbe avere qualcosa a che vedere col termine "trugnu" che appare qui?
    – Charo
    Dec 19 '15 at 20:27
  • 1
    Secondo me, solo come suono. Se si vuole un aggettivo dello stesso significato di "intrufagnito", e che deriva da "trugnu", si dice "intrugnito", che è molto più frequente dell'altro e direi universalmente compreso dai piemontesi.
    – enrico
    Dec 19 '15 at 20:34
  • Se è così, probabilmente sia come dice @Josh61, cioè, che si tratti di una storpiatura o di un uso locale del termine "intrugnita".
    – Charo
    Dec 20 '15 at 12:37

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