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Nel romanzo Non so niente di te, di Paola Mastrocola, ho letto (il corsivo è mio):

Ancora peggio l'esame successivo. Fil non lo passa. Bocciato. E no ne vuol parlare, slitta. Chiuso.

Ho cercato il significato del verbo "slittare" in alcuni dizionari, ma non riesco a capire il suo significato nel brano precedente. Sapreste spiegarmelo?

Più avanti nel libro, questo stesso verbo appare in un contesto simile, in questa frase:

Giuliana gli fece qualche timida domanda su Fil ma il Duca, sempre molto gentilmente, slittava su altri argomenti, che perlopiú la riguardavano.

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    Un altro uso peculiare dell'autrice. Più comune sarebbe sorvola. – egreg Dec 29 '15 at 15:33
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    ...o anche “glissa”. – DaG Dec 29 '15 at 17:43
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Slittare, in senso figurato viene usato per indicare un modo per evitare qualcosa (una deviazione), in questo caso di parlare dell'esame non passato. Più comunemente si direbbe "cambiare discorso".

  • (estens.) Scivolare su una superficie viscida o gelata o incoerente per improvvisa mancanza di attrito, spec. riferito ad autoveicoli: la macchina è slittata in curva a causa della pioggia; la moto ha slittato sul ghiaccio

  • fig. Deviare da un principio, da una linea di condotta, spec. in politica: partiti di centro che slittano a sinistra, a destra

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