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E poi, chi altri poteva aiutarla in quel momento?

In questa frase, scritta nel libro Non so niente di te di Paola Mastrocola, l'uso del pronome "altri" ha attirato la mia attenzione. La mia domanda è: perché si usa "altri" invece di "altro"? Sarebbe anche corretto scrivere "chi altro poteva aiutarla?"?

Aggiornamento: All'inizio avevo scritto «plurale "altri"» e «singolare "altro"» perché non sapevo dell'esistenza del pronome indefinito singolare "altri". Tuttavia, siccome il pronome singolare "altri" sembra essere di uso raro, formale e letterario, la domanda rimane la stessa. Cioè, come si esprimerebbe questa stessa idea nel linguaggio comune?

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Ecco quello che ho trovato nel libro Grammatica dell'italiano adulto di Vittorio Coletti (Il Mulino, Bologna, 2015):

Una delle ragioni che possono affrettare il decadimento di una parola grammaticale, quando ne esista un suo succedaneo funzionale, può essere la sua equivocità formale. Prendiamo ancora tra gli indefiniti: altro/altri/altra/altre. Nella lingua antica esisteva anche un altri pronome singolare (Dante, Inf. V: «s'altri nol niega») che si è ancora usato fino a qualche decennio fa nello scritto o in testi comunque di buona formalità. Ma oggi non lo si adopera più, evitando equivoci col plurale.

[...]

La stessa ragione che ha messo in crisi l'esistenza di altri pronome singolare si ritrova dietro la scomparsa ormai imminente, se non già avvenuta, di questi e quegli pronomi singolare soggetto (nella lingua letteraria anche complemento): «Questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi baciò tutto tremante» (Dante); «mentre quegli girava la chiave nella toppa» (Manzoni). La sovrapposizione ai plurali di questo e di quello ha favorito la caduta in disuso di queste forme.

Quindi, nel linguaggio comune attuale, si usa "altro" invece di "altri" come pronome indefinito singolare.

Aggiungo anche la risposta di Fausto Raso, giornalista che si è occupato da tempo di problematiche linguistiche, a questo quesito:

Gentile amico, si possono adoperare indifferentemente: chi altro o chi altri, anche se quest'ultimo pronome è preferibile riservarlo al campo letterario.

Secondo la mia esperienza, il pronome singolare "altri" si trova ancora con una certa frequenza in testi di un certo grado di formalità.

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  • Con "la mia esperienza" mi riferisco alla mia esperienza quattro anni e mezzo dopo aver posto la domanda. – Charo Jun 7 at 16:01
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Propongo una spiegazione alternativa, conoscendo la provenienza geografica dell'autrice. "Chi altri poteva..." potrebbe essere semplicemente un piemontesismo. Ad esempio, la domanda "Chi altro c'era alla festa?" inizierebbe in dialetto con "Chi autri a iera..." che suona come "chi altri" in italiano ed ha il verbo al singolare.

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    Interessante... E in italiano standard si direbbe "chi altro poteva aiutarla?"? – Charo Jan 1 '16 at 8:23
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    Secondo me, sì. Ma non sono un linguista, in questo caso vado a orecchio. – enrico Jan 1 '16 at 10:11
  • A me non sembra una “spiegazione alternativa”: mi sembra solo che l'italiano “chi altri...” in piemontese si dica “chi autri...”. – DaG Jan 1 '16 at 12:25
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    No, è sbagliato: in italiano standard si dice proprio chi altri. – Mauro Vanetti Jan 5 '16 at 10:36
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    Io sono del sud e non ci vedo alcun particolare piemontesismo nell'uso di altri. – N74 Jan 7 '16 at 14:54

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