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Mi piacerebbe conoscere le origini di entrambe le forme (che a quanto parte risultano entrambe corrette) sebbene "vado a lavoro" è più tipicamente usato nel sud Italia.

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    Se si cercano le due espressioni con Google Ngram Viewer, *“vado a lavoro” non compare proprio (books.google.com/ngrams/…) e facendo l'analogo con “andare a/al lavoro” c'è una soverchiante maggioranza con “al”. – DaG Jan 19 '16 at 10:44
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    Puoi specificare cosa ti fa pensare che "vado a lavoro" sia corretto e più tipicamente del Sud? Tieni presente che se ti limiti ad una semplice ricerca in rete puoi trovare espressioni dialettali scritte in vari modi ed errori di battitura. – Erik vanDoren Jan 19 '16 at 14:20
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    Sono del "Sud Italia" e non ho mai sentito nessuno dire "vado a lavoro". – Orlando B. Manta Jan 20 '16 at 4:52
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Tutti i sostantivi maschili ad occhio pare che vogliano "al/allo": vado al cinema, vado al bar, vado al lavoro, vado al mercato, vado allo stadio...

Potrei sbagliare, ma con il femminile le cose si complicano un po' e mi pare che ci siano delle eccezioni: vado a casa, ma vado alla casa di cura, vado a scuola, vado alla cerimonia, vado alla festa, vado alla sinfonia.

Non saprei nemmeno dire perché si va alle città (vado a Londra), ma si va dentro gli stati (vado in Inghilterra) :)

Direi che quando si usa 'a', si tratta di eccezioni, al fine di garantire una maggiore eufonia.

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    Veramente è così? Si dice "vado a teatro" o "vado a letto", no? – Charo Jan 19 '16 at 14:26
  • Hai trovato un'eccezione che, in quanto tale, non modifica la regola. – maxadamo Jan 19 '16 at 14:30
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    Una risposta piena di “ad occhio”, “potrei sbagliare”, “non saprei”, “direi che” può fornire utili spunti, ma non mi sembra molto risolutiva. – DaG Jan 19 '16 at 20:36
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    Credo che il genere del sostantivo non abbia proprio nessuna connessione. Sono già stati citati il teatro, il letto, si potrebbe citare vado in ufficio e del resto si dice anche vado in bagno o vado al bagno (né nel bagno, né a bagno che vuol dire un'altra cosa). Vado a lavoro è un'espressione che molti usano, anche se può sembrare più strana. Aggiungo anche altri casi ambigui come vado a mare, vado a fiume. La regola, se c'è, dipende da tutt'altro. – Mauro Vanetti Jan 20 '16 at 13:52
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    sono più confuso che persuaso :) p.s.: "vado a fiume" non l'avevo mai sentita. – maxadamo Jan 20 '16 at 21:29
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È corretto 'Vado al lavoro', al massimo si può usare 'Vado a lavorare'.

Credo che 'Vado a lavoro' sia una distorsione dialettale, ma sono convinto che qualcuno ti sappia dare maggiori informazioni al riguardo.

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    mhmh... e perchè non si dice "vado alla scuola"? ma "vado a scuola"? – Pol Hallen Jan 19 '16 at 10:35
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    @PolHallen: Perché le lingue naturali non sono orologi svizzeri. :-) – DaG Jan 19 '16 at 10:45
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    @Pol Hallen, inoltre in italiano si può dire "vado alla scuola" se di seguito stai specificando la scuola: "vado alla scuola dietro l'angolo" o "vado alla scuola professionale" ecc ecc. – Erik vanDoren Jan 19 '16 at 14:05
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    A questo punto si tratta probabilmente di un influenza dialettale ma io non avrei mai usato "Vado al lavoro", mi suona malissimo al punto da sembrare scorretta. Credo che qui in Veneto (almeno nei dintorni di Treviso) si usi uniformemente "Vado a lavoro" – Denis Nardin Jan 19 '16 at 14:10
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    @Dennis Nardin: nel Veneto ci mangiamo quella L finale, ed il fatto che la parola che segue comincia con la L complica la cosa. Ma è dialettale, né più né meno di quando ci mangiamo tutte le doppie – Erik vanDoren Jan 19 '16 at 14:30
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Premessa: vivo in Lombardia, ho sentito dire molte volte a lavoro e non vedo perché considerarlo un errore. Si tratta di una variante della complicata questione dell'omissione dell'articolo determinativo per astrarre la funzione di un luogo/oggetto/individuo familiare.

L'esempio tipico è la casa: se parlo di casa mia, non metto l'articolo, è come se casa fosse il suo nome proprio. In effetti i bambini dicono mamma o papà come se fosse il nome dei genitori (lo si potrebbe anche scrivere con la maiuscola), uso che in genere resta tutta la vita, specie parlando con fratelli o con l'altro genitore, e viene facilmente esteso ad altri parenti. Questo non rende sbagliato dire la mamma, di solito mia mamma è la mia mamma. Però due gemelli che scoprono di essere stati adottati potrebbero dire una frase come questa:

Caspiterina, Romolo: mamma non è veramente la nostra mamma!

Lo stesso vale per altri luoghi che diventano in qualche modo astratti, dei luoghi dello spirito. Vado a teatro, cioè mi reco là dove si fa teatro. Potremmo dire a teatro in spiaggia per parlare di uno spettacolo teatrale fatto all'aperto, senza che ci sia un vero teatro.

Se però due amanti si incontrano a notte fonda in un teatro e vengono scoperti, diremmo Atti osceni nel teatro, perché se dicessimo Atti osceni a teatro penseremmo che gli atti si siano consumati o sulla scena o al massimo tra il pubblico durante lo spettacolo. A proposito di atti osceni, andare a letto con qualcuno è possibile anche in assenza di veri e propri letti, controprova del fatto che senza articolo si coglie la funzione.

Ora, attenzione però: questa non è una regola per derivare espressioni valide, ma per interpretare espressioni esistenti. Non da ogni sostantivo con l'articolo si può estrarre la versione astratta, funzionale, senza articolo. Per esempio, in contrasto con teatro, non si può fare con cinema, che vuole sempre l'articolo. Qualcuno potrebbe anche provarci, dicendo che va a cinema, sicuramente sarebbe capito da tutti e si capirebbe anche in che senso ciò è leggermente diverso da andare al cinema, tuttavia sarebbe un uso insolito. Non credo che si possa stabilire una regola per cui le parole che indicano alcuni luoghi si sono sdoppiati in luogo con articolo e funzione senza articolo, mentre altri no: si tratta quasi di lessico più che di grammatica.

Arriviamo al dunque: si va al lavoro o si va a lavoro? Qua lavoro è metonimia per ufficio o fabbrica o negozio o cantiere ecc. E in effetti si va in ufficio, in fabbrica, in negozio, in cantiere (per misericordia non apriamo un altro capitolo dolente cioè quello dell'alternanza tra in e a). Lavoro è anche il contraltare di casa, quindi vado via da casa per andare a lavoro, torno da lavoro per andare a casa. Ecco perché non mi sembra strano che si dica anche senza articolo.

Se non agisce questo meccanismo di caduta dell'articolo, e in effetti pare che agisca in certe zone del Paese e non in altre, si torna alla regola generale e quindi, siccome stiamo parlando proprio di quel lavoro lì, di quello che faccio io, allora lo chiamo il lavoro e quindi quando vado a farlo vado al lavoro.

Siccome mi piacciono i casi limite, che spesso sono i più istruttivi, ora ne escogito un altro. Poniamo che io faccia due lavori, uno stabile in città e uno saltuario fuori città e in posti che cambiano (tra l'altro, è proprio così). Mi telefona la ragazza e chiede dove sono. Io mi trovo fuori città per il lavoro saltuario. Risposta:

Sono a lavoro.

Mi verrebbe più naturale formulare così la risposta perché se avessi usato l'articolo avrebbe potuto pensare che mi trovassi nel mio solito ufficio (ossia, un po' paradossalmente, in ufficio, senza articolo). Così sto dicendo, più vagamente, che sto lavorando.

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Non mi risulta che le forme "vado a lavoro", "vado a mare" e "vado a fiume" siano accettate come corrette. Non ci sono riferimenti letterari di rilievo e proprio questi diventano il metro di valutazione vista la dichiarata incapacità di risalire alle ragioni dell'affermazione di una preposizione invece di un'altra. Si dice "vado a teatro", ma "vado al cinema", "vado al lavoro", ma "vado in ufficio o in fabbrica", "vado al bar", ma "vado in edicola", "vado a scuola", ma "vado in chiesa". È invece più evidente, nei casi in cui è prevalsa la preposizione semplice, come l'apparire dell'articolo assuma l'incisività di un aggettivo dimostrativo: "vado a scuola", ma "vado alla scuola dietro l'angolo", "vado a teatro", ma "vado al teatro che mi hai suggerito".

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  • Benvenuto su Italian.SE, @Giuseppe! Grazie della risposta. Potresti fare anche un'occhiata a questa mia domanda: italian.stackexchange.com/q/5196/707? – Charo Feb 22 '16 at 10:58
  • ma anche vado a teatro come mi hai suggerito (per superare la depressione) – mario Mar 2 '16 at 17:27

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