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Nel romanzo Artemisia, di Anna Banti, ho letto (il corsivo è mio):

Il sole si scoperse quando imboccavate lo stradale di San Giovanni, un fiume di polvere pesante che le carrozze, rovinando, sollevavano fino al cielo.

Ho cercato il significato di "rovinare" in alcuni dizionari. Tuttavia, non riesco a capire cosa significa "rovinando" nel brano precedente. Me lo potreste spiegare?

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Il verbo rovinare può indicare un'azione di movimento, quindi in questo caso indica le carrozze che, procedendo ad "elevata" velocità, sollevavano un certo quantitativo di polvere.

Qui puoi trovare alcuni esempi come:

a. Cadere giù crollando, franando, disfacendosi con violenza, riferito a edifici, a strutture e costruzioni edilizie: il palazzo, colpito da una bomba, rovinò con fragore; il pavimento rovinò nella stanza sottostante; il soffitto, il tetto, l’impalcatura, il muro, il ponte minaccia di r.; che rovinare possa questa casa infino ai fondamenti (Sacchetti); riferito a elementi naturali del terreno: durante la mareggiata un gran tratto di costa è rovinato a mare;

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  • "Quantitivo"? Non trovo questa parola in nessun dizionario. – Charo Jan 26 '16 at 9:25
  • @Charo, “quantitativo” esiste (vedi Treccani, verso la fine), ma fa parte di quel neoitaliano aziendalese che predilige le parole con molte sillabe: “quantitativo” al posto di “quantità”, “tipologia” al posto di “tipo”, “ottimale” al posto di “ottimo”, “metodologia” al posto di “metodo” e molti altri esempi. – DaG Jan 26 '16 at 9:32
  • Indica la quantità: dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/Q/quantitativo.shtml – ClaudioM Jan 26 '16 at 9:33
  • @DaG: Ma allora è "quantitativo" e non "quantitivo", no? – Charo Jan 26 '16 at 9:35
  • corretto .. mi era sfuggito :) – ClaudioM Jan 26 '16 at 9:37
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Qui l'autrice sta estendendo il significato originario intransitivo di “rovinare”, che è di “precipitare, venir giù crollando”, per dar l'idea di un moto velocissimo e magari anche rischioso, sulla falsariga di quando si dice “correre a precipizio” e simili, cioè per descrivere una persona o un oggetto che si muove a una velocità tale che sembra stia cadendo.

Un esempio di un uso simile del verbo “rovinare” si trova in un racconto di Tommaso Landolfi (“Mani”, in Dialogo dei massimi sistemi). Si parla di un topo che si è nascosto tra le assi di legno della base di un cassone e di una cagna che cerca di afferrarlo:

Con tutta probabilità il topo, protetto a mezzo dalle sbarre dell'intelaiatura, avendo al sicuro le sue parti più vulnerabili, non combatteva che col terribile grifo. Infine, la situazione divenendogli intollerabile, inganno la cagna con un'abile finta e rovinò verso il cortile.

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  • Molto interessante! Landolfi, come la Banti, usa un linguaggio molto ricercato, a volte quasi ottocentesco. – Charo Jul 7 '18 at 10:04

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