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Nel romanzo Artemisia, di Anna Banti, ho letto:

Questo presentimento fu certezza il diciannove ottobre, durante le ultime leghe prima di Beaune e le rocce brulicavano di capre nere bianche e brune, persin bionde, ferme a barba levata fra gli arbusti a veder passar la vettura: come persone.

Nel brano precedente, la pittrice Artemisia Gentileschi è in viaggio in Francia.

Un po' più avanti nel libro questo vocabolo appare di nuovo:

Quando Delfina cantava dimenticava d'essere serva d'osteria e non pensava a far nulla, le braccia le si distendevano lungo i fianchi e la sua bocca morbida dolcemente increspata di suono rimaneva semiaperta, quasi attenta a una risposta. Così la disegnò Artemisia, su un sudicio cartone, mentre di sotto strepitavano vetturali e viaggiatori e la padrona la cercava: nessuna delle due se ne accorse. Sicché la ragazza fu scacciata e l'italiana non seppe neppure che era partita all'alba, sotto la pioggia, per la sua capanna fra i boschi, a piedi per venti leghe, a patir la fame.

La mia domanda è sul significato di "leghe" in questi testi. Si riferisce al gruppo di comuni (accezione 3 nel vocabolario Treccani) che si trovavano prima di Beaune nel primo brano e a quello che c'era tra l'osteria e la capanna di Delfina nel secondo?

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    No, in entrambi i casi si tratta della misura di lunghezza. Nel primo, serve a dare un'indicazione spaziale (ormai mancava poco a...), nel secondo serve semplicemente come misura di distanza. – Diego Martinoia Feb 18 '16 at 11:26
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    Ventimila leghe sotto i mari, che potresti conoscere con il titolo Vint mil llegües de viatge submarí. – egreg Feb 18 '16 at 21:12
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La lega è anche una unità di misura della distanza. In italiano indica circa tre miglia (http://www.treccani.it/vocabolario/lega3/).

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