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Nel romanzo Un matrimonio in provincia della Marchesa Colombi (pseudonimo di Maria Antonietta Torriani) ho letto:

Un giorno, che era a caccia coi soliti amici, avevano incontrato una vecchia; — e la descrisse, come le vecchie dei romanzi, curva, sdentata, e colla voce chioccia.

Nei dizionari ho trovato che una "chioccia" è una gallina quando cova le uova, ma in questa frase è chiaro che "chioccia" è un aggettivo. Mi sapreste spiegare cos'è una "voce chioccia"?

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    È una voce simile al verso della chioccia, che almeno io associo alle voci delle signore di una certa età. Si tratta di un'espressione risalente nientepopodimeno che alla Divina Commedia Pape Satàn, pape Satàn aleppe!,/cominciò Pluto con la voce chioccia; (Inferno, Canto VII vv.1-2)
    – Denis Nardin
    Mar 25 '16 at 18:00
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    Basta cercare la voce giusta (anche se credo di non averlo mai sentito usare al maschile).
    – DaG
    Mar 25 '16 at 18:32
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    @DaG Credo di non averlo mai sentito eccetto che riferito alla voce.
    – egreg
    Mar 26 '16 at 10:23
  • Giusto, @egreg, penso neanch'io, ma googlando per esempio “tono chioccio” qualcosa si trova.
    – DaG
    Mar 26 '16 at 12:28
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    Strega di Biancaneve come esempio? youtube.com/watch?v=dGONYzIKjQI Mar 26 '16 at 17:30
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Come già detto, “chioccia” è qui il femminile dell'aggettivo “chioccio”, che detto di una voce o simili la caratterizza come rauca e stridula.

Per un italiano il riferimento più o meno obbligato (come ricorda Denis Nardin) sono i versi danteschi «“Pape, Satàn! pape, Satàn! aleppe!...” / cominciò Pluto con la voce chioccia» (If, VII, 1-2)».

Ne commenta l'Enciclopedia Dantesca: «la voce di Pluto è chioccia, ossia “rauca”, “aspra”, “di tono rauco e cupo” (Fallani); ma c'è nell'aggettivo una sfumatura che riguarda non soltanto il suono della voce, bensì anche l'animus del personaggio cui la voce appartiene; bene quindi il Sapegno: “rauca, rabbiosa” (“stridente e rotta”, Buti); il Sapegno continua: “È una spia dello stile ‘aspro’ a cui tutta la prima parte del canto s'intona, attraverso la ricerca di rime difficili, e quindi intensamente espressive, alla luce della tecnica e della poetica medievale (-eppe, -occia, -abbia, -acca, -ipa, -iddi, ecc.)”. / Lo stile ‘aspro’ cui allude il Sapegno riappare nel secondo dei due passi in cui troviamo l'aggettivo, le rime aspre e chiocce (“idest, rigidas”, Benvenuto) di If XXXII 1, dove lo stile comico è necessario per descrivere il tristo buco, cioè il nono cerchio dell'Inferno, che ospita i traditori».

Aggiungo però che, se l'aggettivo suona tuttora un po' “comico”, oggi raramente si porta dietro i connotati di asprezza e rabbia che caratterizzano il Pluto dantesco, e “con (la) voce chioccia” è rimasta un'espressione quasi fossilizzata, con pochissime varianti come “con tono chioccio” e simili.

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Per "voce chioccia" si intende una voce che suona roca o stridula come, appunto, il suono emesso da una gallina che cova. Una tale voce risulta in genere sgradevole a chi l'ascolta.

L'aggettivo chioccio deriva dal verbo chiocciare.

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  • Benvenuto su Italian.SE, @Francesco, e grazie della risposta!
    – Charo
    Mar 26 '16 at 16:47

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