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Nel libro autobiografico Un grande avvenire dietro le spalle di Vittorio Gassman ho letto:

Non soffrimmo mai la fame né il freddo, i miei vestiti spesso rivoltati suggerivano un'involontaria eleganza démodée, ma non mi diedero mai il complesso vergognoso delle toppe.

Non capisco il senso di "vestiti rivoltati" in questa frase. Ho cercato il significato di "rivoltare" nel vocabolario Treccani ed ecco quello che ho trovato di riferente a vestiti:

r. la stoffa di un abito, r. una giacca, un cappotto, mettere al diritto, cioè esternamente, quello che prima era al rovescio, cioè all’interno (e che quindi si è conservato meglio)

Tuttavia, questa definizione non sembra avere molto senso in questo contesto. Cosa ha a che vedere "mettere al diritto un vestito che era al rovescio" con avere "un'eleganza démodée"? Per questa ragione vi chiedo: sapreste spiegarmi cosa significa "vestiti rivoltati" nel brano precedente?

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Un vestito consunto dall'uso poteva essere rivoltato, cioè ricucito con l'interno all'esterno. Era molto comune farlo con i cappotti, in modo da prolungarne la durata.

Lo svantaggio era che un vestito rivoltato si notava molto chiaramente, da qui probabilmente il démodée: un uso comune un tempo, ma non più tra le classi elevate.

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