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“Tampa” significa “buca” o “osteria” ed è un termine marcatamente piemontese, tanto che Riccardo Regis, nella voce “Geosinonimi” dell’Enciclopedia dell’italiano lo menziona fra gli esempi di “geosinonimi di rango dialettale, a volte difformi dal sistema fonomorfologico dell'italiano, con un'estensione d'uso e di notorietà locali”, contrapposti a quelli di rango nazionale o regionale.

D'altronde Cesare Pavese lo usa in almeno due poesie per il resto in italiano standard: la giovanile “Il vino triste” (la prima di due omonime, a p. 306 dell’edizione einaudiana delle poesie), di cui riporto sotto i primi versi, e “Il tempo passa” in Lavorare stanca.

È un bel fatto che tutte le volte che siedo in un angolo
d’una tampa a sorbire il grappino, ci sia il pederasta
o i bambini che strillano o il disoccupato
o una bella ragazza che passa di fuori,
tutti a rompermi il filo del fumo.

Qualcuno ha presente altri usi non dialettali, e possibilmente al di fuori del Piemonte, del termine “tampa”?

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  • 2
    Questo link achyra.org/cruscate/viewtopic.php?p=18088 dà diverse definizioni ma non ho modo di confermarne la validità. In parecchie parti d'Italia si usa chiamare "buco" una bettola. A riguardo dell'uso di "tampa" col significato di buco in terra per rifiuti e letame (concimaia), in Basilicata la parola tampa = puzza... Chissà che non siano entrambi collegati con la parola longobarda tampf che ha dato origine all'italiano "tanfo" (e che l'uso tampa = concimaia non derivi dalla parola che indica l'odore piuttosto che il contrario... se poi una bettola è un buco puzzolente...). Jun 6 '16 at 13:31
  • @ErikvanDoren: In questo vocabolario piemontese/italiano, "tampa" viene tradotta come "fossa, buca".
    – Charo
    Jun 6 '16 at 21:33
  • Perché pensi che ci siamo usi non dialettali del termine dialettale piemontese tampa? Lo stesso Pavese (piemontese) lo usa col significato dialettale.
    – user519
    Jun 6 '16 at 21:57
  • 1
    Sì, @Josh61, quello che intendo è: Pavese usa un termine dialettale in contesti italiani (il resto di quello poesie è in italiano standard e dal link di Erik vanDoren apprendo che la parola compare anche nel romanzo Il compagno, in italiano). Visto che mi interessa il rapporto fra dialetti e varietà standard e come e quando termini dialettali diventano “buon italiano”, vorrei capire se qualcun altro ha usato “tampa” (nel senso usato da Pavese), magari addirittura fuori dal Piemonte.
    – DaG
    Jun 7 '16 at 7:18
  • 2
    Non essendo piemontese non mi è mai capitato di incontrare questo termine. Non l'ho mai visto usato in contesti di italiano standard (a parte le eccezioni citate di Pavese) e nessun dizionario riporta il termine, se non in senso dialettale. In regioni con cui ho familiarità come la Lombardia il Veneto e L'EmiliaRomagna non l'ho mai sentito usare. Mi sembra che l'italianizzazione del termine sia un processo non ancora iniziato.
    – user519
    Jun 7 '16 at 9:14
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Rispondendo a me stesso: mi sono imbattuto per caso in un autore non piemontese che, in un romanzo non ambientato in Piemonte (bensì a Milano), usa il termine “tampa”.

Si tratta di Luciano Bianciardi, toscano, e del suo La vita agra (1962), nel cui primo capitolo si legge:

Ogni tanto la sera io uscivo con Franz il triestino, a passeggiare per le strade dopo cena, a bere qualcosa in una tampa piena di fumo e di uomini con gli occhi rossi e il viso duro, bluastro, a cantare.

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