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In un esercizio di italiano (modello di esame per ottenere il certificato di livello B2 della "Generalirat de Catalunya") ho trovato questa frase:

Gianluca, proprio in questa curva, l'anno scorso evitò uno scontro frontale che sarebbe potuto essere mortale.

Tuttavia, per quanto si spiega in questo post, a me sembra che questa frase si dovrebbe scrivere in questo modo:

Gianluca, proprio in questa curva, l'anno scorso evitò uno scontro frontale che avrebbe potuto essere mortale.

È così oppure la presenza del pronome "che" fa cambiare la situazione rispetto a quella esposta in questa domanda?

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    A mio parere il "che" non modifica la questione. Credo proprio che nell'esercizio ci sia un errore nell'uso dell'ausiliare, errore però comprensibile, vista la regola, un po' complicata. – Benedetta Jul 9 '16 at 20:42
  • Sembra che questa domanda sia diventata tanto "famosa" che persino sia stata convertita in un esercizio su Facebook. – Charo Feb 19 at 22:31
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Di solito nel parlato comune capita di ascoltare entrambe le forme, ma qualora tu volessi essere preciso e formale:

  • Quando hai il verbo modale "potere"+verbo all'infinito (diverso da essere)

http://www.corriere.it/Rubriche/Scioglilingua/2003/18aprile.shtml "La regola grammaticale dice che l'ausiliare da usare con i verbi servili è quello proprio del verbo all'infinito." Per fare un esempio: si dice "Non ho potuto rispondere al telefono". Infatti l'ausiliare del verbo rispondere è "avere", è corretto dire "Ho risposto al telefono", non "Sono risposto al telefono", dunque bisogna usare il verbo avere

  • Quando hai il verbo modale "potere"+essere+aggettivo:

http://www.treccani.it/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_367.html "La scelta del verbo ausiliare per i tempi composti del verbo servile seguito dall'infinito essere è semplice: si deve usare avere. Dunque, "avrebbero potuto essere." Per fare un esempio: si dice "Avrebbe potuto essergli utile", invece che "Sarebbe potuto essergli utile". Ma, nella vita quotidiana, la seconda forma è molto più ricorrente della prima.

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Ho appena installato l'app "La Grammatica italiana" di Treccani.it sul mio cellulare. Là ho trovato questa spiegazione:

HO DOVUTO ESSERE O SONO DOVUTO ESSERE?

Anche sui giornali può capitare di leggere l’ausiliare essere con il verbo servile e l’infinito passivo

mancava il siero antiofidico in grado di salvargli la vita, che è dovuto essere recuperato, con una veloce staffetta della Polizia Stradale, a Foggia («La Repubblica»)

La regola, che vale sia per l’infinito essere sia per l’infinito passivo, prevede l’ausiliare avere

Ho dovuto / potuto / voluto essere severo

Ho dovuto / potuto / voluto essere criticato.

L'esempio di errore nell'uso dell’ausiliare tratto dal giornale "La Repubblica" è appunto una frase col pronome "che". Quindi, come ha detto @Benedetta nel suo commento, la presenza del "che" nella frase non modifica la regola valida nella situazione della domanda. Cioè, la frase corretta in quel caso è

Gianluca, proprio in questa curva, l'anno scorso evitò uno scontro frontale che avrebbe potuto essere mortale.

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