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Repulisti è un latinismo che è sopravvissuto e si è bene adattato al linguaggio contemporaneo soprattutto nell'espressione "fare repulisti":

Repulisti s. m. [voce lat. dei Salmi (42, 2: quare me repulisti? «perché mi hai respinto?»; 43, 10, ecc.):

  • perfetto indic. (nel lat. classico reppulisti) del verbo repellĕre «respingere», ravvicinato scherz. a pulire]. – Nell’espressione fam. e scherz. fare repulisti, portare via, fare sparire tutto da un luogo, quasi lasciandolo pulito, spec. rubando o mangiando.

Ngram: repulisti.

C'è un motivo per cui questa parola è rimasta ben presente nel linguaggio contemporaneo, come ad esempio l'uso da parte di uno scrittore famoso o l'uso giornalistico?

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Ho trovato un paio di esempi in Google Books. "Il malmantile riacquistato" del fiorentino Lorenzo Lippi (1606-1665), da "Raccolta dei più celebri poemi eroico-comici italiani con cenni biografici su i respettivi autori", Canto settimo, https://books.google.it/books?hl=it&id=iwUtAAAAYAAJ&q=repulisti#v=snippet&q=repulisti&f=false:

voltossi a' dieci pan da Meo provvisti,

E in un momento fece repulisti

"Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno: poema giocoso" (1670), da Giulio Cesare Croce e Adriano Banchieri, https://books.google.it/books?hl=it&id=7No-AAAAIAAJ&dq=bertoldo+bertoldino+e+cacasenno+repulisti&q=repulisti#v=snippet&q=repulisti&f=false:

Com'ebbe il confortino ch'io vi accenno,

E fece repulisti in un momento

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  • Quindi, l'espressione era già in uso nel Seicento – Charo Oct 19 '16 at 14:01
  • Secondo lo Zingarelli, che dà la prima data di attestazione per ogni lemma, addirittura dal 1521. – DaG Oct 19 '16 at 17:07
  • @DaG: La citazione del Bibbiena sembra essere del 1513. – Charo Feb 16 '20 at 20:32
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Il Grande dizionario della lingua italiana spiega come questo termine entrò a far parte della lingua italiana:

      = Lat. repulisti (seconda pers. sing. del perf. indic., di repellĕre ‘ respingere ’), tratto dal versetto 2 del salmo 42 ‘ Quia tu es, Deus, fortitudo mea, quare me repulisti? ’ (‘ Poiché tu sei, o Dio, la mia fortezza, perché mi hai re­spinto? ’) e accostato popolarmente al signif. di ‘ ripulire ’.

Quindi, popolarmente si associava il vocabolo "repulisti", presente in questo versetto del salmo 42, al verbo "ripulire" e in modo ironico o scherzoso, come si vede in questo stesso dizionario, si cominciarono a usare espressioni come "fare un repulisti me Do­mine" e "cantare Domine repulisti", come in questa citazione di Pietro Aretino

In casa non c’è altro che madonna vec­chia con la fanticella che la governa amalata, e il resto de la famiglia ha fatto un repulisti me Domine

e in quest'altra di Bartolomeo Corsini

Non vider già, ch'i ladri di buon'ora / con uncinate mani avean cantato / ‘ Domine repulisti ’ in ogni lato

o semplicemente "fare repulisti", "fare il repulisti" oppure "fare un repulisti" (a volte scritto "ripulisti" o "repuliste"), come in questo passo da La calandria di Bernardo Dovizi, detto il Bibbiena

Io faceva pensiero di andarmene invi­sibile alle casse di certi pigoloni avaracci, a’ quali non si trarrebbe un grosso delle mani con le tanaglie di Nicodemo, e quivi volevo fare un ripulisti di tal sorte che non rimanessi loro un marcio quartino

e in quest'altro di Pietro Aretino

Si dèe perdonare ad uno che, incitato dal giuoco, fa il repulisti alle tattare e di casa e della moglie e degli amici e degli attenenti.

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