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Nel «Fu Mattia Pascal» da Luigi Pirandello c'è questo passaggio:

Io e Berto, giovinetti, eravamo qualche volta invitati a pranzo dal Malagna. Era uno spasso sentirgli fare, coi dovuti riguardi, una predica alla moglie su la continenza, mentre lui mangiava, divorava con tanta voluttà i cibi più succulenti.

— Non ammetto, — diceva, — che per il momentaneo piacere che prova la gola al passaggio d’un boccone, per esempio, come questo — (e giù il boccone) — si debba poi star male un’intera giornata. Che sugo c’è? Io son certo che me ne sentirei, dopo, profondamente avvilito. Rosina! — (chiamava la serva) — Dammene ancora un po’. Buona, questa salsa majonese!

Chi ebbe i riguardi? Il Malagna o i fratelli Pascal (Berto e Mattia)? Credo che sia Malagna, ma vorrei verificarla… Penso così perché la moglie del Malagna «nasceva bene», e il Malagna stesso no; e il carattere della sua moglie non era bello…

Grazie!

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Il Malagna, in quanto Berto e Mattia erano ospiti e lo ascoltavano predicare continenza alla moglie, (cioè moderazione nel soddisfacimento dei bisogni materiali e dei piaceri) mentre si abbuffava a tavola.

L'espressione coi dovuti riguardi indica che il rimprovero verso la moglie era comunque moderato, non aggressivo o particolarmente offensivo nei suoi confronti in modo da non suscitare una reazione violenta a causa del suo pessimo carattere.

Infatti con il termine riguardo si intende (Treccani):

3. a. Attenzione, avvertenza premurosa, scrupolo a non arrecare disturbo o noia a qualcuno, a non urtarne la suscettibilità e in genere a non mancare alle norme dell’educazione e del rispetto nei suoi confronti: tratta i genitori con ogni r.; esponigli pure il tuo dissenso usando però gli opportuni, i debiti, i giusti r.; compòrtati con tutti i r. dovuti alla sua età; è un maleducato che non ha r. per nessuno; per riguardo verso di te non ho protestato; dimmi se qualcuno ti ha mancato di riguardo; con sign. lievemente diversi: chiedimi pure ciò di cui hai bisogno senza riguardi, o non aver riguardi, sèrviti ancora del dolce, senza fare complimenti; io le cose gliele dico in faccia, senza tanti r., con franchezza, senza che niente mi trattenga, senza velare le parole. b. Considerazione, rispetto, stima: la cortesia del gran Lombardo ... Ch’in te avrà sì benigno r. (Dante); comportamenti villani che rivelano mancanza di r. verso il prossimo. È com. in alcune espressioni come una persona, un signore che merita ogni r., che ha diritto a ogni r.; e nella locuz. agg. di riguardo (o, sottolineando, di molto r., di gran r.), con riferimento a persone che per autorità, per la dignità ricoperta o per altra qualità non debbono essere trattate familiarmente: un personaggio di r.; avremo a pranzo ospiti di gran r. (e analogam.: oggi abbiamo visite di riguardo). Anche riferito a cose: vestito che va tenuto, indossato con r.; vestito di r., che si mette solo nelle grandi occasioni, o, più genericam., di pregio; in filologia e nelle discipline affini, copia di r. (analogam. a copia di presentazione), manoscritto destinato a persona autorevole.

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    Grazie. Pensavo che potrebbe essere il sign. 2; i riguardi nel avere uno spasso, cioè nel ascoltare alla conversazione (a non ridere, ecc)… – Wanderer Apr 12 '17 at 12:03
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    Hai ragione, modifico la risposta per completezza – abarisone Apr 12 '17 at 12:04

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