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È leggendo Adam Smith, John Nash, il prezzo dell’anarchia e la decadenza della società moderna di Vittorio Bilò che (re)incontro con piacere la parola nocumento, parola già incontrata nelle opere pirandelliane. Mi capitò una volta, ai tempi del liceo scientifico, di usare il verbo “nocumentare” durante una prova orale di filosofia e la mia prof non disse niente a riguardo, se corretto o meno era quel verbo in italiano, se esisteva più che altro. La prof mi capì insomma, saranno stati i suoi studi oltre di filosofia anche di lettere classiche, ergo vedeva “lecito” l’uso del verbo nocumentare dal “nocumentum” latino, che non le diedero motivo di correggermi. Ma è un verbo usato in italiano? E in latino? Esistono ovvero? Treccani ed altri non danno alcun risultato per il verbo, i dizionari latini idem, ma se cerco con Google compare una lista di scritti in latino (Savanarola è l’unico che mi salta all’occhio) e uno in italiano (in fondo ovvero CLIC). Allora esiste in italiano? Se sì, perché nessun dizionario lo riporta anche sotto la voce rar(issimissimo), idem dicasi per il latino? Ammetto che la community è esclusivamente per l’italiano, quindi se non ho risposta, diversamente non in latino spero LOL, per l’uso in quella lingua morta mi accontento lo stesso. Inoltre, può questo verbo essere stato usato solo in un intorno degli inizi del ’900? Qualcuno ha grafici o dati o altre fonti d’uso in relazione a questo verbo? (Strano che Ngram Viewer non dia risultati, ammesso lo usi correttamente mi domando ”cosa caspiterina scansiona se in Google Books esiste lo scritto?”)

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    Credo proprio che non esista, e che il verbo da usare invece sia nuocere. Personalmente non avrei mai capito nocumentare (probabilmente avrei capito nocumento ma non senza un bel po' di perplessità). – Denis Nardin May 8 '17 at 2:46
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    Mi sono permesso di aggiungere l'autore dell'articolo che citi, perché è lui che ha scelto di usare quella parola, non Adam Smith né Nash. :-) – DaG May 8 '17 at 7:46
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    Infine: non ragionare sempre in termini di “corretto o no”. Come già è venuto fuori qui in altre circostanze, l'italiano (come tutte le lingue naturali) non è un sistema chiuso, formalizzato, con un insieme di vocaboli e regole fisso. Ogni parlante, nei limiti di una certa coerenza (e del fatto di farsi capire) ha una sua libertà di “forzare” l'italiano, coniare parole “nuove” con radici e suffissi preesistenti etc. Se esagera non lo capiranno, se quella parola “mancava” cominceranno a usarla in molti e così via. – DaG May 8 '17 at 7:49
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    Probabilmente la comunità dei parlanti non ha quasi mai, per così dire, sentito il bisogno di “nocumentare” in presenza dei già attestati “nuocere” e relativi sinonimi, ma se ti piace usalo finché vuoi. Se pensi che l'italiano sia una lingua rigida e che ogni parola e regola abbiano bisogno di un'attestazione precedente, apri una qualsiasi pagina di Gadda. – DaG May 8 '17 at 7:51
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    @mle, non sono sicuro se stai scherzando, ma nel dubbio prendo sul serio la tua domanda: sì, è lui, è uno scrittore che gode di una certa fama. – DaG May 8 '17 at 18:47
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Per quanto la lingua italiana non sia un sistema chiuso ritengo che piegare un sostantivo per farlo diventare verbo sia un po' troppo, per quanto uno voglia essere flessibile sui neologismi. Lo ritengo una bruttura un po' come quando leggo "utilizzazione" al posto di "utilizzo".

Cagionar nocumento potrebbe essere una formulazione più "corretta" dal sentore comunque arcaico.

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